Al.Si.P.Pe. è su WhatsApp. Clicca qui per iscriverti al nostro canale e rimanere aggiornato in tempo reale
Carcere di Vercelli, sindacati all’attacco: mensa e sala convegno «come una fornace», chiesto un intervento immediato
SAPPE, OSAPP, UIL FP PP e FNS CISL denunciano temperature insostenibili negli spazi riservati alla Polizia Penitenziaria: «Disagio non più tollerabile»
Temperature definite «da fornace», una mensa nella quale anche la mezz’ora di pausa diventa difficile da sopportare e segnalazioni che, secondo i sindacati, sarebbero rimaste senza una soluzione concreta nonostante siano iniziate già prima dell’estate. È durissima la presa di posizione delle segreterie regionali piemontesi di SAPPE, OSAPP, UIL FP PP e FNS CISL sulle condizioni degli spazi destinati al personale di Polizia Penitenziaria in servizio nella Casa Circondariale di Vercelli.
Il comunicato unitario, datato 17 agosto 2026 e classificato come «urgentissimo a vista», è stato indirizzato al direttore del carcere di Vercelli, al Provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, al capo del personale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, all’Ufficio Relazioni Sindacali del Dap e alle segreterie nazionali delle organizzazioni. Al centro ci sono la Sala Convegno e la Mensa Obbligatoria di Servizio, due ambienti nei quali, secondo le sigle sindacali, il caldo avrebbe raggiunto livelli ormai incompatibili con condizioni di lavoro dignitose.
Le organizzazioni sostengono di avere già segnalato la situazione prima dell’inizio dell’estate, chiedendo un’adeguata climatizzazione, senza però ottenere fino a oggi un intervento risolutivo. Nel documento la denuncia è netta: «Con le attuali temperature, entrambi gli ambienti si presentano in condizioni estremamente gravose, con temperature da fornace, determinando per il personale un disagio ormai non più tollerabile e potenzialmente pregiudizievole per la salute e il benessere psicofisico dei lavoratori».
La criticità più pesante riguarderebbe la Mensa Obbligatoria di Servizio, utilizzata dagli agenti durante la pausa. I sindacati sottolineano che il breve periodo destinato al ristoro, anziché consentire al personale di recuperare dopo il servizio, si trasformerebbe in un ulteriore momento di disagio proprio a causa delle temperature elevate. Nel testo si evidenzia infatti che i colleghi, durante la mezz’ora di pausa, sarebbero costretti a restare in un ambiente che rende il momento di recupero ancora più gravoso.
La protesta va però oltre il problema del caldo. SAPPE, OSAPP, UIL FP PP e FNS CISL contestano soprattutto la mancanza, fino a questo momento, di una risposta concreta alle richieste avanzate ripetutamente. «A destare particolare preoccupazione è il fatto che, nonostante le ripetute segnalazioni e le numerose sollecitazioni, ad oggi non si rilevi alcun concreto interesse volto a garantire il benessere e condizioni ambientali adeguate al personale», si legge nella nota.
Per le organizzazioni sindacali la situazione risulta ancora più difficile da accettare perché la necessità di intervenire negli spazi riservati al personale sarebbe stata portata all’attenzione delle strutture competenti con largo anticipo. Il mancato intervento viene quindi interpretato come un segnale di scarsa attenzione nei confronti degli agenti che assicurano quotidianamente il servizio all’interno dell’istituto.
Nel comunicato le sigle parlano esplicitamente di «una grave mancanza di attenzione e di rispetto nei confronti del personale, che quotidianamente assicura il proprio servizio in condizioni già particolarmente impegnative». Una valutazione che porta i sindacati a chiedere direttamente l’intervento del Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, anche nella sua funzione di coordinatore VISAG, affinché la situazione venga verificata con urgenza.
La richiesta è quella di adottare tutti i provvedimenti necessari per garantire condizioni ambientali adeguate e tutelare salute, sicurezza e benessere del personale. Allo stesso tempo viene chiesto di verificare perché, a fronte delle segnalazioni avanzate prima dell’estate e delle successive sollecitazioni, non sia ancora stata individuata una soluzione concreta.
La conclusione del documento non lascia molto spazio a interpretazioni: «Le scriventi Organizzazioni Sindacali, alla luce del perdurare della situazione e delle attuali temperature, non ritengono più accettabile che una problematica così evidente e più volte segnalata continui a rimanere senza una concreta soluzione».
Il comunicato è firmato per SAPPE da Santilli, per OSAPP da Romano, per UIL FP PP da Napoli e per FNS CISL da Squillace. Ora i sindacati attendono una risposta urgente e, soprattutto, un intervento capace di riportare gli ambienti destinati agli agenti a condizioni considerate compatibili con il lavoro quotidiano in carcere.(giornalelavoce)
Al.Si.P.Pe. è su WhatsApp. Clicca qui per iscriverti al nostro canale e rimanere aggiornato in tempo reale
Al.Si.P.Pe. è su WhatsApp. Clicca qui per iscriverti al nostro canale e rimanere aggiornato in tempo reale

