Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024, emendamenti presentati riguardanti il Comparto Sicurezza e Difesa

G/2448 sez.I/4/4
Pinotti, Candura, Casolati, Donno, Fusco, Minuto, Pepe, Vattuone

Accolto dal Governo
La Commissione difesa, in sede di esame del disegno di legge di bilancio (AS 2448); considerato che:
in materia di trattamento previdenziale, il personale del comparto difesa e sicurezza risulta particolarmente svantaggiato dall’introduzione del metodo di calcolo contributivo, visto che gli attuali coefficienti di calcolo penalizzano le categorie di personale per i quali la legge, in considerazione delle particolari caratteristiche dell’impiego, prevede età di pensionamento inferiori rispetto a quelle vigenti per i restanti lavoratori. Anche restando in servizio fino al massimo di età previsto dal proprio ordinamento, questo personale non riesce infatti a raggiungere i coefficienti di trasformazione più favorevoli, che la legge fissa al raggiungimento di età avanzate; questa situazione, aggravata dalla mancata istituzione di adeguate forme di previdenza compensativa, crea una situazione di estremo svantaggio per il personale del comparto nel momento del pensionamento, dopo un percorso professionale dedicato alla difesa dello Stato e della collettività;
apprezzando l’istituzione, all’articolo 27 del disegno di legge di bilancio in esame, di un fondo “per la realizzazione di interventi perequativi di natura previdenziale per il personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco”, con una dotazione di 20 milioni di euro per il 2022, 40 milioni di euro per il 2023 e 60 milioni di euro a decorrere dal 2024; impegna il Governo:
a valutare la possibilità di incrementare, fin dalla discussione del disegno di legge di bilancio in esame, tale fondo;
a chiarire la natura dei provvedimenti normativi che si intendono realizzare al fine di ottenere una progressiva perequazione del regime previdenziale del personale in questione; a intraprendere ogni misura per favorire ulteriormente la diffusione e il rafforzamento di forme pensionistiche complementari.

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