Carceri, allo studio un nuovo modello architettonico

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Dalla Commissione ministeriale presieduta dall’architetto Luca Zevi il format per l’edilizia penitenziaria cui il PNRR destina 132,9 milioni di euro

Un progetto da utilizzare come modello architettonico per riqualificare le strutture penitenziarie. Lo sta mettendo a punto la ‘Commissione per l’architettura penitenziaria’, istituita a gennaio scorso dal Ministero della Giustizia e presieduta dall’architetto Luca Zevi. La Commissione ha già presentato un format con un costo complessivo stimato di 10.575.000 euro. A fornire gli aggiornamenti sui lavori è stato, la scorsa settimana, il Sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto in audizione alla Commissione Bilancio del Senato. “Il Fondo Complementare del PNRR – ha detto Sisto – prevede 132,9 milioni di euro, dal 2022 al 2026, per la costruzione e il miglioramento di padiglioni e spazi per le strutture penitenziarie per adulti e minori, una prospettazione complessiva che tiene conto anche dei fondi per i lavori di ristrutturazione di 4 istituti per minori”. “L’Amministrazione Penitenziaria – ha aggiunto il Sottosegretario – aveva individuato, in origine, 8 siti in altrettanti istituti penitenziari dove edificare i padiglioni da 120 posti ciascuno: Rovigo, Vigevano, Viterbo, Civitavecchia, Perugia, Santa Maria Capua Vetere, Asti e Napoli Secondigliano. Il dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria sta, comunque, rivalutando alcune delle sedi per evitare di incidere su Istituti già sovraffollati o evitare di sottrarre alla struttura, con la nuova edificazione, spazi trattamentali”. La Commissione per l’architettura penitenziaria La Commissione per l’architettura penitenziaria ha ricevuto dal Ministero della Giustizia il compito di proporre soluzioni operative per adeguare gli spazi detentivi, aumentarne la vivibilità e la qualità, rendendoli realmente funzionali al percorso di riabilitazione dei detenuti, al fine di orientare le future scelte in materia di edilizia penitenziaria. “L’obiettivo della Commissione – spiegava il sottosegretario alla Giustizia Andrea Giorgis nel corso della prima riunione – è duplice: definire e proporre un modello di architettura penitenziaria coerente con l’idea di rieducazione, da un lato, ed elaborare interventi puntuali di manutenzione sulle strutture esistenti, dall’altro”.(edilportale)