Sovraffollamento e carenza di personale di Polizia penitenziaria al carcere di..

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Lucca. Tutte le criticità del carcere San Giorgio

La casa circondariale San Giorgio presenta tre criticità: sovraffollamento, carenza di personale e la struttura stessa. E’ quanto emerso dal report annuale illustrato dall’osservatorio carcere della camera penale di Lucca presieduta dall’avvocato Eros Baldin. I relatori dell’evento Giovanni Mastria, Tiziana Pedonese e Francesca Trasatti. “L’obiettivo è offrire legalità all’interno del carcere che deve essere costantemente monitorato – ha affermato Mastria – Studiare problemi pratici e normativi dell’ordinamento penitenziario e della situazione carceraria in generale oltre ad avvicinare l’opinione pubblica al tema”.

Tiziana Pedonese ha fornito maggiori dettagli e spiegato la relazione fatta dopo la visita al San Giorgio in data 12 marzo. Quali sono dunque le criticità riscontrate? La prima sezione è molto sovraffollata. Qui si trovano 49 detenuti in celle piccole, tre in ciascuna di esse. In questa parte del carcere c’è carenza di personale. “Un’agente che è preposto alla vigilanza deve occuparsi anche della vigilanza dell’altra, cioè della seconda”- ha detto Pedonese.

La seconda sezione invece non presenta criticità di sovraffollamento ma continua a sussistere il problema della mancanza di agenti. Poi la terza formata da due sottosezioni di cui una “sezione bis”.

Le celle sono inagibili e “14 su dieci sono operative”. Mentre l’ottava possiede tutti gli standard: attività ricreative, sicurezza, telecamere, ambienti nuovi e curati. In quest’area si trovano due biblioteche dove è possibile consultare i libri, una sala lettura, una sala Tv e una destinata a psicologi e psichiatri. Per non parlare della sala somministrazione metadone e tre palestre.

“Il tre maggio ci sarà l’apertura parziale di quei luoghi, e nello specifico alcune attività come palestra e la biblioteca. Tra i progetti uno di digitalizzazione, un corso di cucina e una serie di sportelli aperti, cioè patronato, altro diritto e il centro per l’impiego”.

Il piano superiore era stato pensato come refettorio ma secondo Tiziana Pedonese “non verrà ancora messo in funzione perché per farlo funzionare occorrono 15 agenti di polizia penitenziaria in più”. Ed è anche vero che sono stati incontri i sindacati ma senza esito.

“Ho percepito un disagio da parte dei detenuti per motivi di sovraffollamento poiché si rendono conto che il personale è poco. Se hanno bisogno di qualsiasi esigenza sono spaesati. Lo stesso disagio lo prova anche chi ci lavora”.

Il dato allarmante è che siamo in piena pandemia e da un anno a questa parte il problema che è stato messo in evidenza dall’osservatorio non è ancora risolto.

“Tre in una cella – ha ribadito Francesca Trasatti – Per aprire una finestra uno deve uscire per ragioni di spazio- E se scoppiasse un focolaio? “. Poi la proposta: “Come osservatorio carcere sentiamo l’esigenza di costruire un tavolo permanente e che possa mettere in rete e in costante aggiornamento continuo sia la camera penale che lea garante dei detenuti. Ma anche tutte le associazioni che si occupano di tale tematiche”.