Casa di reclusione , i sindacati della Polizia Penitenziaria scrivono a sindaco e prefetto

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Casa di reclusione di Asti, i sindacati scrivono a sindaco e prefetto

Alcuni detenuti si sarebbero rifiutati di entrare in cella dormendo nei corridoi, per poi insediarsi nel box riservato alla polizia penitenziaria

Il carcere di Asti continua a far discutere. Dopo la notizia di questa mattina che, primo carcere in Piemonte, sono iniziate le vaccinazioni, con una nota congiunta i sindacati di polizia penitenziaria scrivono a prefetto di Asti e Torino, al sindaco Rasero al Dap e allo stesso carcere.

A scrivere sono Domenico Profeta del Sappe, Domenico Favale Osapp, Bruno Polsinelli Sinappe, Marco Missimei Uil Pa, Roberto Cecere Uspp, Domenico De Sensi Cisl, Angelo De Feo Cgil, e Angelo Santoru Cnpp.

I sindacati si dichiarano seriamente preoccupati “per la gravissima situazione determinatasi presso la Casa Reclusione di Asti e chiedono un autorevole quanto urgentissimo intervento, dato che la situazione presso il penitenziario astigiano è seriamente preoccupante sotto ogni aspetto: lo è pesantemente sotto il profilo sanitario e di conseguenza lo è anche per la sicurezza dell’istituto stesso.

Secondo i sindacati alcuni detenuti nei giorni scorsi dopo la notizia di detenuti (36) positivi al virus Sars-Covid19, si sono categoricamente rifiutati di entrare in cella ed hanno dormito con i materassi in mezzo ai corridoi e poi insediarsi nel box riservato all’agente di polizia penitenziaria di servizio.

Inoltre risulta che il personale, debba effettuare il tampone successivamente a contatti con presunti positivi invitandoli a recarsi presso una struttura medica esterna con i mezzi propri e liberi dal servizio, addirittura fruendo del proprio congedo ordinario o di un recupero ore di straordinario”.

I sindacati, rimarcano che la situazione è sotto controllo, è grazie al personale penitenziario (che conta 8 agenti contagiati).

“Considerata la drammatica situazione, concludono, si chiede l’immediato intervento del G.O.M. (Gruppo Operativo Mobile) al fine di scongiurare ogni situazione di sorta che possa minare l’ordine e la sicurezza dell’Istituto“(lavocediasti)