Il NotiziAlsippe del 18 febbraio
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Carcere San Donato, rivolta sedata e direttrice trasferita
Dopo il suicidio di un 24enne egiziano la sommossa che ha coinvolto 250 reclusi. Appiccato un incendio, intossicati dal fumo agenti e detenuti
E’stata sedata solo nel pomeriggio di ieri la rivolta dei detenuti al carcere San Donato di Pescara, che ha tenuto impegnati gli agenti di polizia penitenziaria per tutta la giornata, rinforzati dagli specialisti del Gio, il Gruppo d’intervento Operativo. La scintilla che ha fatto scoppiare la rivolta è stato il suicidio di uno dei reclusi in quel reparto difficile del penitenziario di Pescara, un giovane egiziano, a quanto pare con problemi psichiatrici e di tossicodipendenza.
Avrebbe compiuto 25 anni ad agosto. Non è stato ancora possibile contattare i familiari. Nessuna risposta ai due numeri di telefono a disposizione ed è stato chiesto aiuto all’ambasciata, ci ha spiegato la garante regionale per i detenuti Monia Scalera che ha seguito la vicenda per l’intera giornata, fino a sera all’interno del carcere.
Gli altri carcerati, così, hanno incendiato alcuni materassi (il fumo è stato avvistato anche all’esterno così come sono state avvertire delle grida) e distrutto ogni cosa. Uno di loro è salito sul tetto nel tentativo di evadere: alcune persone in attesa dei colloqui lo hanno ripreso con i telefonino mentre camminava sul muro di cinta.
Per tutta la mattinata è stato un via vai di ambulanze che hanno fatto la spola con l’ospedale di Pescara per trasportare gli intossicati. Alla fine della giornata, il bilancio è stato di una decina di agenti intossicati e altrettanti detenuti, a causa dei fumi. Completamente devasto l’intero piano terra, ed è stato necessario trasferire una trentina di reclusi in altri penitenziari, in Abruzzo (a Vasto) ma anche in Molise (a Campobasso) e nel Lazio (a Rebibbia Velletri e Rieti).
Il provveditore Giacinto Siciliano ha coordinato in prima persona le operazioni, insieme al magistrato di sorveglianza, alla garante Monia Scalera e alla direttrice del carcere Armanda Rossi. E proprio per la direttrice – già coinvolta da un’inchiesta in corso, nata da più di un esposto sulla gestione dei detenuti – a poche ore dalla protesta in carcere è arrivata la notizia del trasferimento a Frosinone con decorrenza immediata.(rainews)
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