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Un detenuto in isolamento nel reparto di media sicurezza che stava effettuando una telefonata con un telefonino. È quanto hanno scoperto mercoledi scorso gli agenti di polizia penitenziaria della Dogaia, che hanno provveduto a sequestrare il cellulare, provvisto di scheda sim e di un’agenda piena di recapiti telefonici.

Il giorno seguente nella sesta sezione del penitenziario, reparto di media sicurezza, sono stati rinvenuti trenta grammi di cocaina e dieci grammi di Hashish circa.

Alla Dogaia continuano dunque ad entrare droga e apparecchi per comunicare con l’esterno; già nei giorni scorsi erano stati intercettati alcuni plichi recapitati con i droni. A dimostrazione dell’elevatissimo tasso di illegalità che caratterizza la struttura, il procuratore Luca Tescaroli riporta i dati dei sequestri avvenuti in meno di un anno. Dal settembre 2024 ad oggi, all’interno del carcere pratese sono stati sequestrati 92 dispositivi telefonici; 3,8 chili di hashish; 290 grammi di cocaina; 66 grammi di anfetamine, oltre a quantità più piccole di eroina ed ecstasy.

Tescaroli sottolinea l’efficacia delle investigazioni in atto, il prezioso supporto della Polizia Penitenziaria del carcere di Prato e la fruttuosa collaborazione dei detenuti, ma anche che “risultano tuttora attive numerose ulteriori IMEI corrispondenti ad altrettanti apparecchi e ulteriori utenze nella disponibilità di più detenuti”.

Il procuratore torna a mettere in luce la “forte carenza di organico della polizia penitenziaria e l’aumento della popolazione carceraria giunta a 638 detenuti, con un sovraffollamento che si sta accentuando (nella settima sezione per molte celle vi sono quattro detenuti)”. Tescaroli ribadisce poi le richieste agli apparati statali affinché si realizzi “un appropriato intervento di schermatura sul carcere, la fornitura di disturbatori di frequenza alla struttura pratese, l’intensificarsi dei controlli, la collocazione di un intercettatore di droni funzionante e l’istallazione di telecamere che consentano di coprire la visuale su tutto il carcere e ciò al fine di agevolare le attività intercettive”.(tvprato)

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