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Il carcere di Varese si allarga nella sede della Polizia locale: l’annuncio del Dap
VARESE – Il carcere dei Miogni, da tempo soggetto a problemi strutturali e di sovraffollamento, si amplierà andando ad inglobare l’adiacente sede della Polizia locale. Un’idea non nuova, di cui si era discusso già un anno fa in occasione della visita del sottosegretario Ostellari, ma che ha avuto un’importante conferma ufficiale in occasione del convegno promosso oggi, venerdì 12 giugno, dalla Camera Penale a Villa Recalcati.
L’annuncio del Dap
A toccare l’argomento, nel corso del suo intervento dal palco, il vicecapo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, Massimo Parisi. «Speriamo di portare a termine entro l’anno sul piano amministrativo la procedura per l’acquisizione degli spazi della Polizia locale di Varese». La Casa circondariale varesina potrà quindi allargarsi sfruttando la vicinanza con il comando di via Sempione. In merito commenta così il sindaco Davide Galimberti: «Abbiamo manifestato all’amministrazione penitenziaria la disponibilità del comando della Polizia locale per migliorare ed ampliare gli spazi del carcere per il personale ed i detenuti e l’intero sistema della giustizia del territorio».
Il lavoro dopo il carcere
Parisi è stato uno dei relatori dell’incontro , che ha voluto affrontare l’importanza del ruolo rieducativo del carcere: non solo un luogo di espiazione della pena, ma anche un’occasione di riscatto, dignità e inclusione. L’evento è stato dedicato al tema del reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute, con l’obiettivo di approfondire il ruolo del carcere non solo come luogo di espiazione della pena, ma anche come occasione di riscatto, dignità e inclusione. Attraverso il confronto tra istituzioni, amministrazione penitenziaria, mondo dell’impresa e testimonianze dirette, è stata un’occasione per riflettere sulle sfide e sulle opportunità concrete legate alla funzione rieducativa della pena prevista dall’articolo 27 della Costituzione, nella consapevolezza che dignità, lavoro e inclusione rappresentano strumenti essenziali per favorire percorsi autentici di reinserimento e ridurre il rischio di recidiva.
La testimonianza
Ad aprire i lavori il prefetto di Varese Salvatore Pasquariello, promotore del protocollo d’intesa per il reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute, sottoscritto nel luglio 2024 da istituzioni, enti pubblici, organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, terzo settore, istituti penitenziari e Ufficio di esecuzione penale esterna. Il protocollo ha l’obiettivo di costruire una rete territoriale stabile capace di elaborare progetti concreti finalizzati all’inserimento socio-lavorativo delle persone detenute, ex detenute e in esecuzione penale esterna, attraverso percorsi formativi e opportunità occupazionali nei diversi settori produttivi. Tra le voci del pomeriggio anche quella di un ex detenuto che ha raccontato la sua esperienza personale. «Ho avuto la fortuna di trovare un’azienda che mi ha teso la mano e mi ha portato dal fondo del fosso in cima. Oggi sono una persona libera, sono stato accolto senza pregiudizi dai colleghi e con un titolare che mi ha aperto la strada in diversi orizzonti». Tra i presenti all’incontro anche i consiglieri regionali Dell’Erba, Licata e Monti il presidente della Provincia Magrini, i rappresentanti delle forze dell’ordine e i presidenti degli ordini professionali.(malpensa24)
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