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SVENTATA LA CONSEGNA DI DROGA E CELLULARI DAL CIELO, MA IL SISTEMA È VULNERABILE

DRONE SUL CARCERE DI AUGUSTA RIFORNISCE I DETENUTI

SVENTATA LA CONSEGNA DI DROGA E CELLULARI DAL CIELO, MA IL SISTEMA È VULNERABILE

L’oscurità della sera di domenica scorsa è stata squarciata dal ronzio meccanico di un drone che sorvolava minaccioso le mura del carcere di Augusta in contrada Piano Ippolito. Non si è trattato di una semplice intrusione fortuita, ma di una missione pianificata con precisione chirurgica per rifornire la popolazione detenuta di prodotti proibiti. Il velivolo a pilotaggio remoto ha attraversato il perimetro detentivo trasportando un pacco che, nelle intenzioni dei complici all’esterno, avrebbe dovuto raggiungere i destinatari nelle sezioni carcerarie. Tuttavia, la vigilanza degli agenti di Polizia Penitenziaria ha impedito che il piano criminale venisse portato a compimento.

Il carico, sequestrato non appena toccato il suolo, ha rivelato una quantità rilevante di sostanze stupefacenti, diversi telefoni cellulari pronti all’uso e vari oggetti la cui introduzione è severamente vietata. È la fotografia di una situazione e di mercato nero che tenta di evolversi, sfruttando le maglie larghe di una sorveglianza che spesso deve fare i conti con la tecnologia del ventunesimo secolo usando strumenti del ventesimo. Nonostante l’intervento sia stato rapido ed efficace, il drone è riuscito a riprendere quota scomparendo nel buio, lasciando dietro di sé il mistero sulla sua provenienza e, soprattutto, sull’identità di chi lo manovrava a distanza.

L’episodio di Augusta non può essere considerato un caso isolato o una stravaganza della cronaca locale. Al contrario, rappresenta l’ennesima conferma di una tendenza criminale ormai consolidata. I cieli sopra i nostri penitenziari sono diventati percorsi invisibili, trasformando ogni spazio utile all’interno delle prigioni in aree di consegna per rifornimenti illeciti. Questa nuova frontiera dell’illegalità mette a nudo una fragilità strutturale che non può più essere ignorata dalle istituzioni. Se da un lato il personale in servizio dimostra una professionalità encomiabile, spesso operando in condizioni di cronica carenza di organico, dall’altro appare evidente che l’occhio umano non basta più a contrastare minacce così sofisticate.

Per fronteggiare questa emergenza, emerge con forza la necessità di un salto di qualità tecnologico che vada oltre i normali protocolli civili. Il mondo sindacale e gli osservatori della sicurezza penitenziaria concordano sul fatto che l’installazione di semplici reti o la sorveglianza visiva siano ormai palliativi insufficienti. È giunto il momento di guardare a soluzioni d’avanguardia, anche attingendo alle competenze e alle tecnologie solitamente riservate al comparto della Difesa e del settore militare. I sistemi di disturbo elettronico, come i “jammer”, o i radar a corto raggio capaci di rilevare oggetti di piccole dimensioni, sono strumenti che il mondo militare utilizza quotidianamente per la protezione di aree sensibili. Trasferire queste tecnologie nei reparti di Polizia Penitenziaria non è più un’opzione di lusso, ma una necessità vitale per garantire l’ordine pubblico e l’effettività della pena.

La magistratura e le forze dell’ordine stanno attualmente analizzando ogni possibile traccia per risalire ai piloti del velivolo e ai detenuti che avrebbero dovuto beneficiare del carico. Ma al di là delle indagini sul singolo evento, resta aperto il dibattito sulla sicurezza nazionale dei luoghi di detenzione. Non si può permettere che i droni diventino lo strumento per annullare l’isolamento dei detenuti, permettendo loro di continuare a gestire affari illeciti o a comunicare con l’esterno come se le sbarre non esistessero. La risposta dello Stato deve essere ferma e tecnologicamente superiore: servono investimenti mirati per blindare non solo le mura, ma anche lo spazio aereo sovrastante, rendendo le carceri territori effettivamente inaccessibili a qualsiasi incursione telematica o aerea. Solo attraverso un coordinamento stretto con i settori della ricerca militare e la fornitura di equipaggiamenti anti-drone di ultima generazione si potrà chiudere definitivamente questo varco nel cielo della legalità.(lanazionesiciliana)

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Esposizione servizio programmato del personale di Polizia Penitenziaria…

Esposizione servizio programmato del personale di Polizia Penitenziaria…

Box agenti reparti detentivi, richiesta di sostituzione…

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Servizio programmato personale di polizia penitenziaria…

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Il NotiziAlsippe del 29 aprile

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