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Venezia, 24.01.2026 – Nella mattinata odierna si è svolta una maxi perquisizione presso la Casa Circondariale di Venezia che ha portato al sequestro di quattro smartphone e relativi caricabatterie, illegalmente introdotti all’interno dell’istituto.
All’operazione hanno partecipato circa novanta agenti di Polizia Penitenziaria, provenienti da tutto il Triveneto, dimostrando ancora una volta che la sicurezza nelle carceri è garantita esclusivamente grazie al sacrificio, alla professionalità e allo spirito di abnegazione del personale in divisa, nonostante le ben note e croniche carenze di organico e di mezzi.
«Questa è l’ennesima brillante operazione della Polizia Penitenziaria, che continua a supplire alle gravi mancanze dell’Amministrazione», dichiara Matteo Barbera, Segretario Provinciale Al.Si.P.Pe..
Il ritrovamento di telefoni cellulari dimostra quanto sia reale e costante il rischio per la sicurezza degli istituti, del personale e dell’intera collettività».
L’Al.Si.P.Pe. denuncia con forza come tali operazioni vengano portate avanti solo grazie al senso del dovere degli agenti, spesso costretti a lavorare in condizioni operative difficili, con turni massacranti e organici insufficienti.
Questa O.S. chiede interventi immediati e concreti: potenziamento degli organici, strumenti tecnologici adeguati, controlli più stringenti e il riconoscimento reale del ruolo fondamentale svolto dalla Polizia Penitenziaria.
La sicurezza non può poggiare solo sul sacrificio degli uomini e delle donne in divisa. È tempo che chi governa il sistema penitenziario si assuma le proprie responsabilità.
Il Delegato Nazionale Al.Si.P.Pe. Raffaele Russo
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