Il NotiziAlsippe del 21 luglio

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RIMINI: Delmastro visita il carcere, “a settembre completiamo l’organico”

Sottosegretario Delmastro, come definirebbe la situazione della Casa circondare di Rimini in questo momento?

“È una situazione che grazie alla sapienza di uomini e donne della polizia penitenziaria e i loro sforzi quotidiani e continui per trovare un difficile equilibrio fra fermezza, e quindi sicurezza, e umanità, e quindi accompagnamento al reinserimento, al trattamento del detenuto, è una situazione che regge. Certo ancora si deve fare e continueremo a fare, ma credo che importanti segnali sia in termini di assunzioni, sia in termini di dotazioni, sia in termini circolari siano arrivati anche all’Istituto Penitenziario di Rimini”.

Qual è l’impegno del Governo per i vari problemi emersi a partire dalla sezione 1?

“Per la sezione 1 abbiamo un milione di euro di lavori, perché sono in questo momento nella fase progettuale, quindi terminerà il Governo con l’intervento radicale sulla prima sezione. Per quanto riguarda gli organici abbiamo nel tempo mandato nove sovrintendenti che hanno fatto raggiungere la piena pianta organica di 19 sovrintendenti, abbiamo lavorato anche con qualche emissione degli allievi agenti, 11 nel 2023, 2 nel 2024 e adesso a settembre con il 185° corso che terminerà confido di raggiungere la quasi piena pianta organica”.

Il fenomeno dei suicidi in carcere rivela una realtà ancora molto critica negli istituti italiani. Qual è l’impegno del Governo per migliorare la condizione dei carcerati?

“Abbiamo aggiornato il piano antisuicidiario e onestamente io sono ultimamente convinto che la grande differenza la fa la presenza di uomini e donne della polizia penitenziaria. Abbiamo ricevuto un’eredità catastrofica, abbiamo finanziato assunzioni per oltre 10.000 allievi agenti, perché il primo garante dei detenuti, la prima persona che scongiura ipotesi suicidiarie è la presenza di uomini e donne in divisa che rappresentano la legalità e nel contempo i diritti soprattutto del detenuto più debole”.

Una mano la possono dare anche i garanti dei detenuti?

“I garanti dei detenuti la possono dare, però vedete io sono definito un antitrattamentalista, o meglio, sono dipinto come un antitrattamentalista semplicemente perché non scomodo ogni due per tre nei salotti buoni l’articolo 27 della Costituzione, ma le giuro che essendomi laureato in giurisprudenza lo conosco anch’io. Quelli che mi hanno preceduto scomodavano l’articolo 27 ma i funzionari giuridico pedagogici, i cosiddetti educatori, non c’erano. Io ho saturato le piante organiche dei funzionari giuridico pedagogici e allora intendiamoci: se il trattamento è la retorica per quella passerella di qualche politico, io non sono un trattamentalista. Se il trattamento si assicura con atti concreti e quindi con la piena pianta organica dei funzionari giuridico-pedagogici le dico che questo traguardo nella Repubblica Italiana è stato raggiunto con il governo Meloni e il sottosegretario Delmastro”.(teleromagna)

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