Il NotiziAlsippe del 10 aprile
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Question Time al Senato di oggi 10 aprile INTERROGAZIONE dei senatori BAZOLI, BOCCIA, ROSSOMANDO, MIRABELLI, VERINI indirizzata al Ministro Nordio SULLA NOMINA DEL NUOVO CAPO DEL DIPARTIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA
Al Ministro della giustizia – Premesso che:
a tre mesi dalle dimissioni di Giovanni Russo da capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (DAP), non è ancora stato nominato formalmente il suo sostituto e la Polizia penitenziaria risulta ad oggi priva di un vertice;
in maniera irrituale e irrispettosa dei passaggi istituzionali, la sostituta sarebbe stata immediatamente individuata, senza previa consultazione del Presidente della Repubblica, che, in quanto capo delle forze armate, è tenuto a firmare il decreto di nomina;
ai sensi dell’articolo 30 della legge 15 dicembre 1990, n. 395, il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria è infatti “nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro di grazia e giustizia”;
la mancata nomina riflette quindi uno stallo dovuto a uno sgarbo istituzionale di cui sono responsabili il Ministero della giustizia e, in particolare, il sottosegretario per la giustizia, che ricopre l’incarico con delega all’amministrazione penitenziaria;
la figura del capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria è fondamentale, in quanto si occupa della gestione amministrativa del personale, dei beni dell’amministrazione penitenziaria, di svolgere compiti relativi alla esecuzione delle misure cautelari, delle pene e delle misure di sicurezza detentiva, nonché al trattamento dei detenuti e degli internati;
sembra così emergere una gestione proprietaria del Dipartimento da parte del sottosegretario per la giustizia, che già in passato si è distinto per diversi atteggiamenti caratterizzati da uno scarso senso delle istituzioni e del ruolo che è chiamato a ricoprire;
considerato inoltre che:
il problema del ritardo nella nomina è peraltro già stato segnalato dal gruppo Partito Democratico con l’atto 3-01714, pubblicato in data 26 febbraio 2025 e rimasto senza risposta;
l’assenza di un incarico formale a chi dovrebbe occuparsi dell’amministrazione degli istituti di pena aggrava ulteriormente la situazione drammatica in cui versa il sistema penitenziario del nostro Paese;
il sovraffollamento, la mancanza di servizi essenziali, la carenza di personale, l’insufficienza e l’inadeguatezza delle strutture, le criticità nell’assistenza sanitaria, il numero record di 89 suicidi nel solo 2024, cui si aggiungono i nuovi 25 suicidi nei primi mesi del 2025, mettono in discussione i diritti fondamentali della persona e compromettono la funzione di reinserimento sociale, che la Costituzione indica come coessenziale all’esecuzione delle pene;
ad esasperare il sistema si aggiunga la politica panpenalistica del Governo, che sembra voler consapevolmente ridurre il carcere a esclusivo luogo di pena e sceglie nei fatti di abbandonare l’amministrazione delle carceri, tanto da non considerare di prioritaria importanza garantire una guida al DAP,
si chiede di sapere:
quali siano le ragioni che stanno comportando il perdurare del ritardo nella nomina del nuovo capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria;
entro quali tempi il Ministro in indirizzo intenda procedere alla nomina del nuovo capo del DAP nel rigoroso rispetto di tutti i passaggi istituzionali che tale nomina comporta.
La replica del Ministro Nordio
Signor Presidente, senatore Bazoli, in un mondo ideale la sostituzione di un incarico apicale avviene o dovrebbe avvenire più o meno simultaneamente. In effetti, quando il generale dei Carabinieri se ne va, arriva subito dopo, anzi arriva contestualmente quello al quale viene consegnata la bandiera. Peccato che, per esempio, a monte di tutto questo, cioè nella giurisdizione, non vi siate mai lamentati del fatto che, quando un procuratore della Repubblica va in pensione (quindi programmato), prima che venga nominato il nuovo passa un anno e mezzo. Quando se ne va in pensione un presidente di tribunale, accade la stessa cosa. Questo perché ci sono delle situazioni di nomine apicali che non sono semplici come sembrano, ma obbediscono a vari criteri.
In questo caso, peraltro, l’efficienza della dottoressa Di Domenico, alla quale ho accennato nella precedente risposta, ma che adesso continuo, avendo più tempo, a completare, ha fatto un lavoro che dimostra un’attenzione eccezionale ai problemi che avete esposto. Per esempio, non ho citato che ha creato il gruppo di lavoro multidisciplinare per la prevenzione degli eventi suicidari delle persone detenute, che ha elaborato le linee guida sull’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza e registrazione in mobilità del tipo bodycam, che ha predisposto le misure necessarie a garantire l’operatività del commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria; commissario che è stato nominato, come voi sapete, e del quale non è opportuno adesso dire quali siano gli stati di avanzamento dell’operazione, ma che riferisce continuativamente (cioè ogni 15 giorni) a chi di dovere per quanto riguarda l’attuazione di questo piano, che secondo i nostri programmi entro due anni, se non risolverà radicalmente una situazione che si è radicata nell’ambito dei decenni (questo sarà impossibile), almeno la ridurrà notevolmente.
Per quanto riguarda la situazione dell’ambiente carcerario e dei suicidi, abbiamo ripetuto migliaia e migliaia di volte che è una situazione che non deriva da oggi.
Purtroppo è vero che il numero dei suicidi è aumentato, però se adesso sono ottanta, era intollerabile anche quando erano cinquanta o sessanta, dieci anni fa. Certamente, più aumenta il numero e più aumenta – l’ho già detto – il nostro fardello di dolore e la nostra preoccupazione, ma è anche vero che è un fenomeno che evidentemente è radicato nel sistema carcerario e che non può essere risolto né con una legge né con l’aumento dell’edilizia carceraria. Probabilmente va risolto con tutta una rimodulazione di un sistema penitenziario che però richiede una rimodulazione dell’intero codice penale; non è una cosa che si possa fare oggi. Ripeto, la nostra attenzione è massima; l’attenzione della facente funzioni del capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria è massima anche per quanto riguarda i suicidi; è massima anche quella del nuovo commissario per l’edilizia carceraria. Ribadisco che non è una situazione facile.
Per quanto riguarda la nomina, posso assicurare che sarà abbastanza imminente, però, come ho già detto, si inserisce in quella serie di nomine che vede per esempio nella giurisdizione una difficoltà di coprire un incarico apicale per tutta una serie di questioni che ubbidiscono a parametri complessi.
