Il NotiziAlsippe del 10 aprile
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QUESTION TIME AL SENATO Q0 APRILE 2025 INTERROGAZIONE INDIRIZZATA AL MINISTRO NORDIO DEI SENATORI PAITA, RENZI, BORGHI Enrico, SCALFAROTTO, FREGOLENT, FURLAN, MUSOLINO, SBROLLINISULLE CIRCOSTANZE DELLE DIMISSIONI E DELLA SOSTITUZIONE DEL CAPO DEL DIPARTIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA
– Al Ministro della giustizia – Premesso che: nel mese di dicembre 2024, il magistrato Giovanni Russo si è dimesso dalla guida del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, incarico assunto nel gennaio 2023;
secondo organi di stampa tale decisione deriverebbe dalla “mancanza di feeling” tra Russo e il sottosegretario Delmastro Delle Vedove;
a seguito delle dimissioni di Giovanni Russo, il sottosegretario Delmastro avrebbe comunicato alla stampa l’imminente nomina di Lina Di Domenico, già magistrata di sorveglianza a Novara dal 2023, alla guida del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria: tale nomina, tuttavia, ai sensi dell’articolo 30 della legge 15 dicembre 1990, n. 395, deve essere disposta “con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro” della giustizia;
la figura del capo di Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, vacante da più di tre mesi, è di estrema importanza e rilevanza, in quanto si occupa della gestione amministrativa del personale, dei beni dell’amministrazione penitenziaria, svolgendo inoltre compiti relativi all’esecuzione delle misure cautelari, delle pene, delle misure di sicurezza detentive, occupandosi del trattamento dei detenuti e degli internati: a giudizio degli interroganti è inaccettabile che una nomina su un così importante ruolo non sia ancora avvenuta a causa dell’evidente mancanza di rispetto delle prassi istituzionali, in primis del sottosegretario Delmastro, e avallata dal Ministro in indirizzo;
diversi sindacati di polizia hanno sollecitato la nomina di una persona alla guida del DAP, sostenendo come sia inaccettabile che dal dicembre scorso il Dipartimento, dopo le dimissioni di Giovanni Russo, sia privo di un vertice, considerando altresì come il capo del DAP sia anche il capo del Corpo di Polizia penitenziaria: tale situazione, infatti, sta accadendo mentre le condizioni delle carceri continuano ad essere tragiche a causa del sovraffollamento, della carenza del personale di sorveglianza, delle mancanze materiali e sanitarie all’interno delle strutture e con il drammatico dato dei suicidi (90 nel 2024 e già 25 nei primi mesi del 2025);
a giudizio degli interroganti la decisione del sottosegretario Delmastro di annunciare la nomina di Lina Di Domenico, in spregio alla prassi istituzionale, rappresenta ancora una volta l’inadeguatezza del sottosegretario per l’incarico assegnato, il quale, nuovamente, ha trattato il tema delle carceri con totale noncuranza e con una visione padronale, in sfregio alle procedure e prassi istituzionali codificate;
appare urgente che il Ministro in indirizzo chiarisca le motivazioni che hanno causato uno stallo nella nomina del vertice del DAP, nonché le ragioni che hanno portato alle dimissioni il dottor Russo, anche rispetto alle vicende descritte dalla stampa in relazione all’edilizia penitenziaria,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non intenda esporre le ragioni che hanno causato lo stallo nella nomina del capo di Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e per quale ragione ancora oggi non sia stata formalizzata la nomina;
se abbia ricevuto, anche privatamente e fuori protocollo, per lettera o telefono, un messaggio di preoccupazione del dottor Russo circa le procedure di attuazione del piano di edilizia carceraria, nonché se il sottosegretario Delmastro Delle Vedove abbia mai indicato alle strutture del DAP specifiche imprese per la realizzazione di quest’ultimo, e quali presidi di trasparenza intenda adottare in merito.
Di seguito la replica del Ministro Nordio
Signora Presidente, soltanto per quanto riguarda il preambolo, vorrei dire che se aumenta il numero dei carcerati non è colpa del Governo, ma di coloro che commettono dei reati e della magistratura che li mette in prigione, anche perché non risulta che siano stati imprigionati in base a nuove leggi promulgate da questo Parlamento. (Applausi). Ho fatto prima l’esempio del rave party: è stato introdotto un nuovo reato e non è stato messo in prigione nessuno, anzi è stata evitata quella ripetizione di fenomeni perniciosi che avrebbe prodotto, quella sì, una serie di processi e magari anche di detenzioni.
Per quanto riguarda la domanda dell’onorevole interrogante, vado per legge, ai sensi dell’articolo 30 della legge n. 395 del 1990, il Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della giustizia; compete quindi al Ministro della giustizia, con tutto il rispetto per il mio Sottosegretario, proporre al Consiglio dei ministri la nomina del Capo del Dipartimento e appunto non ad altri da voi indicati. Fatta questa precisazione, ribadisco che il dottor Giovanni Russo ha presentato volontarie dimissioni per la legittima ambizione di ricoprire altro e prestigioso incarico internazionale, per il quale mi aveva manifestato profondo interesse.
Faccio anche presente che è perfettamente naturale che un magistrato entrato in magistratura per fare il magistrato si arricchisca con un’esperienza di due o tre anni presso il Governo, però ambisca più che legittimamente a ritornare a fare quello per cui era entrato, cioè il magistrato. Non c’è niente di strano che ci sia questo turnover. Ogni volta c’è sempre questa dietrologia che il Ministro fa uno spoil system; certo, come sapete tutti, vi è un cambiamento quando cambia il Governo, però è perfettamente fisiologico che un magistrato entri ed esca una volta che ha maturato la sua esperienza e ha trovato delle prospettive migliori.
Durante i trascorsi mesi il posto del dottor Russo è stato occupato dalla vice, dottoressa Lina Di Domenico, che ha già messo in campo molteplici interventi ed è giusto che ve li spieghi; ha emanato provvedimenti attuativi del decreto ministeriale istitutivi del gruppo intervento operativo, la circolare relativa alle misure di sicurezza per i reparti territoriali, ha elaborato la bozza del decreto relativo all’introduzione della figura del negoziatore. Ci sono tanti altri interventi che non ho qui il tempo di spiegare, però mi preme ricordare che l’affidamento delle funzioni vicarie, al fine di assicurare la necessaria continuità amministrativa del Ministero, non è un fatto nuovo e vi faccio degli esempi. Ricordo che questi incarichi assegnati con analoghe modalità, cioè al vice, come adesso, sono stati assegnati dal capo di gabinetto del ministro Fassino al dottor Paolo Mancuso, per il periodo da febbraio a luglio 2001, dal capo di gabinetto del ministro Orlando al dottor Luigi Pagano per il periodo da maggio a luglio 2014, dal capo di gabinetto sempre del ministro Orlando al dottor Francesco Cascini da luglio a dicembre 2014 e poi, da ultimo, dal capo di gabinetto della ministra Cartabia al dottor Roberto Tartaglia da febbraio 2022. Non c’è niente di nuovo sotto il sole, salvo il fatto che questa volta protestate voi.
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