Il NotiziAlsippe del 20 febbraio

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Camera Deputati 19 febbraio .Il Ministro Nordio risponde alle interrogazioni durante il question time su gli elementi in merito alle risorse finanziarie destinate al funzionamento del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, del Gruppo operativo mobile e del Nucleo investigativo centrale e chiarimenti in ordine ad attività di intercettazione svolte da strutture finanziate dal Ministero della Giustizia

DAVIDE FARAONE (IV-C-RE). Ministro, ci sorprenda: lei è qui soltanto perché costretto, ha costretto noi a cambiare domande al question time. Avremmo voluto porvi quesiti che sono stati stracciati e dovremmo porvene altri. Ministro, perché ha paura di rispondere alla domanda sulla Polizia penitenziaria e dirci se ha usato il software di Paragon?

Ci sorprenda, ci dica perché; Ministro, lo sa che date l’impressione di essere stati colti con le mani nella marmellata, che avete qualcosa da nascondere? Le sembra così strano che desti preoccupazione che un direttore di un giornale, guarda caso quel giornale che ha fatto una libera inchiesta sul partito suo e della Premier, venga intercettato illegittimamente da un’istituzione pubblica

La replica del Ministro

 Ministro della Giustizia. Come sapete, lo svolgimento delle attività di intercettazione, e quindi anche quelle condotte sia dal Nucleo investigativo centrale sia dal Gruppo operativo mobile, è sempre delegato, secondo l’articolo 370 del codice di procedura penale, dalle autorità giudiziarie, quindi, dalle procure ordinarie e DDA, nel rispetto e con le modalità previste dal codice di procedura penale. Ora, dalla parte, diciamo così, preliminare, scritta nell’interrogazione – che io salto, perché non è stata formulata – passo direttamente alla parte finale. Allora, le spese liquidate per le intercettazioni sono liquidate direttamente dall’autorità giudiziaria e, successivamente, comunicate al Ministero della Giustizia e, quindi, nessuna competenza in merito è del DAP – da cui dipendono… – e i relativi contratti sono direttamente stipulati dall’autorità giudiziaria procedente. Ora, con queste premesse, posso assicurare che nessun contratto – ribadisco – nessun contratto è mai stato stipulato dal DAP e/o dalle dipendenti direzioni generali GOM e NIC con qualsivoglia società (Applausi del deputato Deidda). “Questo” – direbbe Dante – “sia suggel ch’ogn’omo sganni”; le intercettazioni si fanno solo su autorizzazione dell’autorità giudiziaria, ci sono quelle preventive e ci sono quelle ordinarie; le spese vengono liquidate; la nostra amministrazione, il nostro DAP non ha mai stipulato nessun contratto con qualsivoglia società di qualsiasi tipo.

Questa mi pare che sia una risposta che dovrebbe chiarire. Nessuna persona, tra l’altro, – e aggiungo – è mai stata intercettata da strutture finanziate dal Ministero della Giustizia nel 2024; nessuna persona è mai stata intercettata dalla Polizia penitenziaria; poi, se qualche stampa, non so perché, inventandosi queste cose, insinua delle situazioni che non sono vere, magari ne risponderà. Io posso assicurare – l’ho detto adesso – nessuna persona è mai stata intercettata da strutture finanziate dal Ministero della giustizia nel 2024; nessuna persona è mai stata intercettata dalla Polizia penitenziaria.

L’altra interrogazione elementi e iniziative in ordine alle tecnologie in uso alla Polizia penitenziaria 

DEBORA SERRACCHIANI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Signor Ministro, la Polizia penitenziaria – come lei sa – svolge un ruolo fondamentale, non solo nella custodia e vigilanza dei detenuti, ma anche nel sostegno ai percorsi di rieducazione e di reinserimento sociale; contribuisce alla sicurezza della società e alla rieducazione della pena.

La stessa Polizia – come lei sa – svolge una meritoria attività di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. Ebbene, Ministro, proprio per l’onorabilità delle donne e degli uomini della Polizia penitenziaria, sono giorni che si stanno addensando nubi sulla Polizia penitenziaria, perché, da notizie di stampa, è l’unica forza che non ha smentito l’uso del cosiddetto spyware, ossia il software di spionaggio di Paragon, che, come sappiamo, ha ascoltato almeno sette cittadini, tra cui un giornalista direttore di un importante quotidiano online.

Ministro, ci dica: è in grado di assicurare, come Ministero, alla Polizia penitenziaria l’uso delle migliori tecnologie per svolgere tali compiti? E se sì, come e quando?

La replica del Ministro

Ministro della Giustizia. Grazie, Presidente. Grazie alla collega. Allora, darò alcune cifre per mettere gli appartenenti al Corpo in condizione di esercitare questo difficile compito. Con la legge di bilancio n. 207 del 2024, abbiamo stanziato: 2 miliardi e 104 milioni per il 2025; 2 miliardi e 100 milioni per il 2026; 2 miliardi e 280 milioni per il 2027.

Nello specifico, per i servizi tecnico-logistici della Polizia penitenziaria – automezzi, equipaggiamento, vestiario, armamento, strumentazioni, comunicazioni radio e body cam – è previsto uno stanziamento di circa 3 milioni di euro.

Per l’acquisto di tecnologie di sicurezza, droni, apparati per il contrasto all’introduzione di oggetti non consentiti all’interno degli istituti (come i metal detector a portale, eccetera), sono previsti 15 milioni e 300.000 euro circa.

Per quanto riguarda gli equipaggiamenti, abbiamo avuto – sono cifre un po’ aride – 18.700 scudi antisommossa, 2.400 kit di difesa passiva di ordine pubblico, 2.409 sfollagente e 10.200 caschi antisommossa.

Sono stati altresì implementati – e questo forse è anche più importante – gli impianti ed i presidi tecnologici in materia di sicurezza penitenziaria e, precisamente, i sistemi anti-drone, che secondo noi sono i più importanti, sono stati installati e funzionanti in 37 istituti di pena, mentre per altri 11 istituti sono in corso, ed in gran parte concluse, le relative procedure di affidamento.

Per i dispositivi jammer mobili – che sono anti-drone – ne risultano dotati 20 istituti ed è in corso la predisposizione degli atti di gara per ulteriori 25 istituti.

Sono stati distribuiti circa 6.000 dispositivi mobili e tecnologici per la prevenzione e la repressione delle attività illecite all’interno degli istituti penitenziari (jammermetal detector manuali, eccetera) e sono stati realizzati 70 interventi su impianti di videosorveglianza, sia interni che esterni agli istituti penitenziari.

Infine, è in corso di realizzazione un progetto sperimentale di schermatura, rivolto a due istituti pilota, per un costo complessivo di 3 milioni di euro. Abbiamo un’interazione di software per l’elaborazione di immagini basate su intelligenza artificiale di allarmistica.

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