Casa Circondariale ,Agenti in stato d’agitazione

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Casa Circondariale di Rieti, Agenti in stato d’agitazione

“I sindacati ancora una volta si trovano nella condizione di dover sottolineare quanto l’Amministrazione continui a dar prova della totale assenza di considerazione e di rispetto per il personale di Polizia Penitenziaria che espleta servizio presso la Casa Circondariale di Rieti, che, pur consapevole del particolare e difficile periodo storico e sociale da gestire, è abbandonato dall’Amministrazione che continua a rimanere sorda di fronte ad una situazione di palese disagio e che si protrae purtroppo da lungo tempo.

Malessere, che è stato più volte segnalato, anche con azioni sindacali più plateali, e che aumenta proprio in considerazione della cronica carenza di personale che ha portato, anche, alla chiusura degli Uffici interni all’istituto per permettere alle unità ivi operanti di fruire dei diritti spettanti per legge con gravi disagi sul lavoro di tutti, ma ciò non è bastato!

Le Organizzazioni Sindacali chiedono l’immediato invio di unità di Polizia Penitenziaria, facendosi portavoce degli uomini e delle donne in servizio in questo Istituto che hanno ancora vivo l’orrore vissuto nei giorni della rivolta carceraria del 9 marzo, che opera con la paura di essere contagiato, considerato la recrudescenza dei casi di positività al COVID-19 nel nostro Paese, e ancor più grave, di contagiare i propri cari; personale che ha sempre mostrato in questi mesi professionalità e responsabilità svolgendo il proprio dovere in condizioni difficili.

Ultima beffa (ma solo in ordine di tempo ne siamo convinti) è quella di questi giorni. La settimana scorsa, è stata annunciata, come da nota Provveditoriale l’apertura per il 7 ottobre 2020, presso il Reparto G1, 3° piano di una sezione con ampliamento dei posti da adibire a quarantena COVID-19, destinata ad accogliere i detenuti nuovi giunti provenienti dalla libertà di tutto il bacino del Lazio, quindi, da porsi in isolamento sanitario precauzionale.

Nonostante l’annuncio, nessuna indicazione è stata data al personale circa l’organizzazione della nuova sezione ma, con sorpresa di tutti, la stessa è stata APERTA con un giorno di anticipo sulla data prefissata, senza considerare le risorse dell’effettivo organico presente, chiedendo come da prassi consolidata ai Poliziotti Penitenziari già massacrati dai turni di servizio di protrarsi fino alle ore 20 in modo da rendere operativa tale richiesta di apertura della suddetta sezione.

Solo con l’invio di nuove unità di personale, sarà possibile discutere fattivamente e concretamente l’organizzazione del lavoro che purtroppo con rammarico viene a mancare in questo Istituto, ove la gestione di chi dovrebbe preoccuparsi seriamente dei problemi della Polizia Penitenziaria viene meno ogni giorno.

Siamo consapevoli che la famigerata “coperta” sia corta, ma non per questo chi ogni giorno affronta le avversità di questo lavoro deve essere penalizzato affrontando sia la paura dei contagi che le ostilità della Direzione.

Le Organizzazioni Sindacali sono fiduciose che quanto rappresentato trovi benevole accoglimento, ma, fino a quel momento non smetteranno di dar voce nei consentiti modi, plateali o meno, agli uomini e donne della Polizia Penitenziaria che prestano servizio presso l’Istituto reatino.

In attesa di celeri riposte, i sindacati proclamano lo Stato di Agitazione, dando atto ad una manifestazione innanzi alla Casa Circondariale il 20 ottobre 2020 e successivamente il 21 ottobre dinanzi la Prefettura di Rieti”. (rietinvetrina.it)

DIANA SAPPE, CIOPPA OSAPP, CEGNA Seg. Prov.le SiNAPPE, FARACI UIL Pen, PETRELLI CISL FNS, PIZZOLI FSA/CNPP, DI DOMENICO FP CGIL

“I sindacati ancora una volta si trovano nella condizione di dover sottolineare quanto l’Amministrazione continui a dar prova della totale assenza di considerazione e di rispetto per il personale di Polizia Penitenziaria che espleta servizio presso la Casa Circondariale di Rieti, che, pur consapevole del particolare e difficile periodo storico e sociale da gestire, è abbandonato dall’Amministrazione che continua a rimanere sorda di fronte ad una situazione di palese disagio e che si protrae purtroppo da lungo tempo.

Malessere, che è stato più volte segnalato, anche con azioni sindacali più plateali, e che aumenta proprio in considerazione della cronica carenza di personale che ha portato, anche, alla chiusura degli Uffici interni all’istituto per permettere alle unità ivi operanti di fruire dei diritti spettanti per legge con gravi disagi sul lavoro di tutti, ma ciò non è bastato!

Le Organizzazioni Sindacali chiedono l’immediato invio di unità di Polizia Penitenziaria, facendosi portavoce degli uomini e delle donne in servizio in questo Istituto che hanno ancora vivo l’orrore vissuto nei giorni della rivolta carceraria del 9 marzo, che opera con la paura di essere contagiato, considerato la recrudescenza dei casi di positività al COVID-19 nel nostro Paese, e ancor più grave, di contagiare i propri cari; personale che ha sempre mostrato in questi mesi professionalità e responsabilità svolgendo il proprio dovere in condizioni difficili.

Ultima beffa (ma solo in ordine di tempo ne siamo convinti) è quella di questi giorni. La settimana scorsa, è stata annunciata, come da nota Provveditoriale l’apertura per il 7 ottobre 2020, presso il Reparto G1, 3° piano di una sezione con ampliamento dei posti da adibire a quarantena COVID-19, destinata ad accogliere i detenuti nuovi giunti provenienti dalla libertà di tutto il bacino del Lazio, quindi, da porsi in isolamento sanitario precauzionale.

Nonostante l’annuncio, nessuna indicazione è stata data al personale circa l’organizzazione della nuova sezione ma, con sorpresa di tutti, la stessa è stata APERTA con un giorno di anticipo sulla data prefissata, senza considerare le risorse dell’effettivo organico presente, chiedendo come da prassi consolidata ai Poliziotti Penitenziari già massacrati dai turni di servizio di protrarsi fino alle ore 20 in modo da rendere operativa tale richiesta di apertura della suddetta sezione.

Solo con l’invio di nuove unità di personale, sarà possibile discutere fattivamente e concretamente l’organizzazione del lavoro che purtroppo con rammarico viene a mancare in questo Istituto, ove la gestione di chi dovrebbe preoccuparsi seriamente dei problemi della Polizia Penitenziaria viene meno ogni giorno.

Siamo consapevoli che la famigerata “coperta” sia corta, ma non per questo chi ogni giorno affronta le avversità di questo lavoro deve essere penalizzato affrontando sia la paura dei contagi che le ostilità della Direzione.

Le Organizzazioni Sindacali sono fiduciose che quanto rappresentato trovi benevole accoglimento, ma, fino a quel momento non smetteranno di dar voce nei consentiti modi, plateali o meno, agli uomini e donne della Polizia Penitenziaria che prestano servizio presso l’Istituto reatino.

In attesa di celeri riposte, i sindacati proclamano lo Stato di Agitazione, dando atto ad una manifestazione innanzi alla Casa Circondariale il 20 ottobre 2020 e successivamente il 21 ottobre dinanzi la Prefettura di Rieti”. (rietinvetrina.it)

DIANA SAPPE, CIOPPA OSAPP, CEGNA Seg. Prov.le SiNAPPE, FARACI UIL Pen, PETRELLI CISL FNS, PIZZOLI FSA/CNPP, DI DOMENICO FP CGIL