Avviato l’iter per l’apertura del nuovo istituto per minori di….

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Avviato l’iter per l’apertura del  nuovo istituto per minori di….

“Il carcere minorile si farà in via Verdi”. Giochi chiusi

Non c’è ancora un “piano B” per il tribunale. “Ma una soluzione in centro la troviamo”, assicura Gaffeo

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede non l’ha mai incontrato, non si è “concesso” al primo cittadino di Rovigo. Ma a Roma, in via Arenula, Edoardo Gaffeo ci è andato per dare seguito alla mozione unanime del consiglio comunale che voleva il tribunale in centro, sfruttando l’ex carcere, e cassando il progetto del nuovo carcere minorile. E qui ha ottenuto un “no” su tutta la linea.

Il carcere minorile è praticamente un iter avviato e senza ritorno, mentre il carcere minorile di Treviso, che accoglie detenuti minorenni (ma anche oltre la maggiore età) di tutto il Triveneto, è una bomba che sta per scoppiare. Il carcere minorile in via Mazzini, dunque, è praticamente cosa fatta. “Il carcere minorile si farà, è una scelta presa a suo tempo, anche perché a Treviso c’è un’emergenza e non si vorrebbe mai che andasse fuori controllo”, ha detto il sindaco Gaffeo.

All’inaugurazione dell’anno giudiziario del 2020, infatti, il presidente della corte d’appello di Venezia (Ines Maria Luisa Marini ndr) ha sottolineato come nel 2019 si sono registrati 26 atti di autolesionismo, risse e sommosse. “A gennaio ho visto il progetto e prevede un’importante riqualificazione di spazi e un progetto di safety ben chiaro”, ha assicurato il primo cittadino.

Addio tribunale tra via Verdi e via Mazzini e benvenuto carcere minorile, ma sulla collocazione futura del palazzo di giustizia si riparte praticamente dal via. “Il ministero – spiega ancora il primo cittadino – ha esigenze ben chiare. Puntano a un’unica cittadella con spazi diversi tra loro”.

Assicura che si sta ragionando a una soluzione in centro, ma di più non rivela. Anche perché, sottolinea: “Sulla base di una normativa del 2012 è il ministero che decide la collocazione, sentita l’Agenzia del demanio. Che nel caso di Rovigo ha già risposto al ministero di Giustizia che non ha spazi a disposizione”.

La Caserma Silvestri, i cui lavori di riqualificazione vanno al ralenti, tanto che l’assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Favaretto ha ricevuto più di una segnalazione sullo stato dei luoghi e sul degrado dell’area, è già assegnata. “Nella ex caserma andranno grazie a un progetto di federal building (grandi edifici da riqualificare per realizzare poli amministrativi: riunire gli uffici pubblici in un’unica sede e ridurre spazi e costi per le Pubbliche Amministrazioni in un’ottica di maggiore efficientamento ndr) l’archivio notarile, l’archivio di stato e l’agenzia delle entrate”, ricorda Gaffeo.

Sono bandite anche ex Genio Civile ed ex Banca d’Italia, tra i vuoti di cui è piena Rovigo, “perché troppo piccole” e anche il polo tra ex questura ed ex vigili del fuoco in zona Badaloni. Qui aveva presentato un progetto l’ordine degli avvocati di Rovigo. Ma “qui – spiega ancora il sindaco – secondo una legge del 1968 c’è un vincolo per cui non si può innalzare di più dell’edificio attiguo sottoposto a vincolo. E all’interno dell’ex caserma gli edifici sottoposti a vincolo si ergono di appena un piano”.

“Una soluzione in centro – ha tuttavia rassicurato il sindaco – la troviamo. Non sarà la prima scelta, ma ci proviamo”. (polesine24.it)