Preoccupazione per il sovraffollamento a cui si aggiunge una carenza di personale di Polizia penitenziaria..

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‘Pordenone, serve una soluzione al sovraffollamento delle carceri’

Il M5S ha presentato un’interrogazione al Ministero della Giustizia per capire l’avanzamento dei lavori a San Vito

Un’interrogazione al Ministero della Giustizia per monitorare gli avanzamenti nella realizzazione della nuova Casa Circondariale di San Vito al Tagliamento. Ne dà notizia il deputato pentastellato Luca Sut, capogruppo M5S in X Commissione Attività produttive della Camera.

“Pordenone ha urgentemente bisogno di una struttura penitenziaria che sopperisca alle carenze dell’attuale Istituto di piazza della Motta”, esordisce Sut. “La vicenda è nota da tempo – incalza il Portavoce M5S – come da tempo si susseguono segnalazioni circa l’inadeguatezza degli spazi interni e il conseguente deterioramento delle condizioni detentive. Un’indagine condotta lo scorso anno dall’Associazione Antigone – aggiunge – non ha potuto che confermare le gravi carenze dell’antico Castello che ha fatto registrare un tasso di affollamento pari al 186,8%. Una situazione che ho constatato in prima persona, nel corso della recente ispezione svolta per le carceri della regione assieme alle colleghe Stefania Ascari e Sabrina De Carlo”.

“Come tutti sappiamo – prosegue – l’avanzamento dei lavori per il nuovo penitenziario di San Vito ha subìto un forte rallentamento a causa delle vicende legate all’aggiudicazione dell’appalto. Fase ora conclusa – chiosa il deputato – ma ancora non seguita dalla ripresa del cantiere, in quanto si attende la pronunzia dell’Avvocatura dello Stato che chiarirà le condizioni economiche di subentro dell’impresa Pizzarotti alla prima aggiudicataria Kostruttiva. Nel frattempo rimane viva la preoccupazione per il sovraffollamento della struttura pordenonese, a cui si aggiunge una carenza di personale di Polizia penitenziaria. Per questo ho voluto interrogare il Ministero della Giustizia, al fine di avere un quadro completo e aggiornato della questione che seguo già da tempo, restando in contatto sia con la Segreteria del Ministro Bonafede che con il Dipartimento di Amministrazione penitenziaria”. .(ilfriuli.it)