Riapertura della casa circondariale ,interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia…

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Camera dei Deputati l’Onorevole CONTE Interroga il  Ministro Bonafede chiedendo quale iniziative intenda adottare per la  riapertura la della casa circondariale di Sala Consilina

CONTE. — Al Ministro della giustizia. —

Per sapere –

 premesso che:

 con decreto del Ministro della giustizia, il 27 ottobre 2015 è stata soppressa la casa circondariale di Sala Consilina, in provincia di Salerno; le ragioni addotte sono legate alla non « convenienza economica » della struttura per le dimensioni della stessa, potendo accogliere meno di 50 detenuti; avverso al decreto, il comune di Sala Consilina, affiancato dall’Ordine degli avvocati di Lagonegro, aveva presentato ricorso al Tar Salerno; il Tar Salerno, con sentenza n. 2269/ 2016, ha accolto il ricorso di cui sopra ordinando al Ministero della giustizia di rinnovare l’intero procedimento amministrativo; il Consiglio di Stato, con sentenza n. 5113/2017 ha parzialmente confermato la decisione del Tar Salerno di cui sopra, ritenendo illegittima la procedura adottata e imponendo di fatto al Ministero di convocare una conferenza di servizi, coinvolgendo anche il comune di Sala Consilina e l’Ordine degli avvocati; in sede di conferenza di servizi il comune ha presentato un progetto con cui sarebbe stato possibile con una spesa di 220 mila euro – a carico del comune stesso – portare a 51 posti la capienza della casa circondariale; la conferenza si è conclusa nel mese di ottobre del 2018, ma da allora non è stata presa alcuna decisione; in sostanza, ad oggi, la casa circondariale di Sala Consilina risulta chiusa nei fatti ma mai soppressa negli atti amministrativi, essendo stato annullato il decreto ministeriale del 2015; a seguito dell’accorpamento del tribunale di Sala Consilina, che ha creato enormi disagi sul territorio, e con la chiusura della casa circondariale dello stesso comune, il tribunale di Lagonegro che dista circa 100 chilometri da Potenza si è trovato privo del proprio istituto penitenziario di riferimento, con un circondario vasto, che riguarda due regioni, e vie di collegamento non agevoli; la presidente della corte di appello di Potenza, Rosa Patrizia Sinisi, in risposta ad una richiesta del sindaco del comune di Sala Consilina del 1° aprile 2018, con una missiva del 23 luglio 2018, come ribadito nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2020, ha messo in evidenza tra le criticità del suo distretto quella relativa alla mancanza di istituti di pena nelle vicinanze del tribunale di Lagonegro, sottolineando l’indispensabilità della riapertura della casa circondariale di Sala Consilina; motivi di criticità emergono per la gestione dei processi soprattutto in fase di convalida dell’arresto; nel circondario di Lagonegro – viene rilevato – si è costretti a ricorrere alla detenzione nel carcere di Castrovillari, in Calabria, in quello di Salerno o in quello di Potenza, con notevoli disagi per magistrati, cancellieri, e rilevante dispendio economico per tutti e disagi in caso di convalida di arresto o fermo; la chiusura del carcere di Sala Consilina, necessaria secondo il Ministero della giustizia per ragioni di economicità, ha comportato un paradossale aumento delle spese per consentire ai magistrati di svolgere la loro attività con tutti i disagi che conseguono al fatto di essere costretti a spostarsi tra le carceri di 3 regioni: Basilicata, Campania e Calabria; l’articolo 60, comma 3, della legge n. 354 del 1975 prevede che ogni tribunale deve disporre di un carcere, anche per consentire ai detenuti di scontare la pena in un luogo non troppo distante dai legami familiari, per ragioni legate alla funzione rieducativa e alla garanzia del diritto di difesa; sono oltre trenta i penitenziari italiani che hanno capienze ridotte e restano apertisulla base di valutazioni di carattere territoriale –:

quali siano gli intendimenti, alla luce di quanto riportato in premessa, rispetto alla casa circondariale di Sala Consilina, in provincia di Salerno, e se non ritenga di adottare iniziative per la sua riapertura. (4-06346)