Agenti del carcere delle Sughere sul piede di guerra: «Vogliamo rispetto»

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Livorno, bandiera italiana rovesciata al cancello del penitenziario: «I detenuti che fanno rivolte poi ricevono dei benefici, il nostro ruolo è sminuito»

LIVORNO. I poliziotti penitenziari di Livorno hanno esposto sui cancelli del carcere delle Sughere la bandiera dell’Italia capovolta. La protesta andrà avanti fino al 30 giugno, data del santo patrono del corpo Basilide. L’esposizione della bandiera capovolta è una richiesta di soccorso, e simboleggia un capovolgimento della legalità.

«Il modus operandi adottato dinanzi alla casa circondariale di Santa Maria Capua a Vetere nei confronti del poliziotti penitenziari (coinvolti in un’aggressione da parte dei detenuti, ndr) ha calpestato le garanzie costituzionali che vengono invece invocate quotidianamente a favore delle persone ristrette – scrivono gli agenti della penitenziaria in una nota – ed è sintomo di generale disinteresse e disprezzo della dignità del corpo, che dopo aver lottato per decenni con le armi della professionalità e dell’umanità per non essere considerato di serie B, oggi si trova a essere retrocesso d’ufficio nelle serie più infime».


Il comunicato della polizia penitenziaria prosegue. «Chi lavora negli istituti penitenziari per la legalità e la sicurezza è troppo spesso oggetto di sommari processi nei quali un pregiudizio basato sulla disinformazione squalifica il quotidiano impegno del corpo di polizia penitenziaria, che trascende dalla mera vigilanza, ma abbraccia l’ascolto e la risoluzione dei problemi delle persone private della libertà».

La nota si conclude: «Una piccola parte di detenuti italiani, protagonista di violente rivolte, vede accolte le richieste di benefici avanzate. In mezzo a questa dinamica, il poliziotto penitenziario vede il proprio ruolo sempre più sminuito ed è sempre più esposto alle peggiori aggressioni fisiche e verbali. Rivendichiamo rispetto. Rivendichiamo dignità». —