La polizia penitenziaria si astiene dalla Mensa Ordinaria di Servizio per solidarizzare con i poliziotti del carcere di Santa Maria Capua Vetere

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La lettera con cui un insieme di sindacati ha comunicato l’astensione alla Mensa Ordinaria di Servizio

Le organizzazioni sindacali S.A.P.pe, O.S.A.P.P, U.I.L.P.A, F.N.S.C.I.S.L, C.G.I.L e C.N.N.P hanno inviato una lettera unitaria al provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria della Toscana e Umbria e alla direzione della casa circondariale di Siena, per comunicare l’astensione facoltativa dalla Mensa Ordinaria di Servizio. Come si apprende dalla lettera questo è dovuto alla “mortificazione professionale ed
istituzionale a cui sono stati ingiustamente coinvolti i poliziotti penitenziari in servizio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.”

Di seguito la lettera:

“Queste OO.SS. informano che in data 21 giugno 2020, tutto il personale di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Siena, si asterrà dalla Mensa obbligatoria di Servizio, in segno di solidarietà e vicinanza, per la mortificazione professionale ed istituzionale a cui sono stati ingiustamente coinvolti i poliziotti penitenziari in servizio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Abbiamo assistito ad una situazione inaccettabile in ordine alla notifica di alcuni atti giudiziari per presunte violenze ad alcuni detenuti e, contemporaneamente, a nuove gravi violenze contro i poliziotti del carcere, feriti e colpiti con calci e pugni da ristretti che evidentemente pensano di godere di una sorta di impunità per il loro comportamento aggressivo che mina sistematicamente l’ordine e la sicurezza
interna. Non entriamo nel merito delle accuse formulate ad alcuni appartenenti al Corpo, ferma restando la garanzia costituzionale della presunzione di innocenza, diciamo che è inaccettabile questo clima di violenza e sospetto contro la Polizia Penitenziaria, alimentato dai tanti che soffrono di strabismo quando parlano di garanzie… Altrettanto inaccettabile è non dare al personale le garanzie di tutela verso i detenuti violenti, che adesso usano anche la clava delle denunce nonostante il nostro operato è sempre improntato a garantire ordine e sicurezza in carcere”(radiosienatv.it)