Ancora fermo il decreto Aprile

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Ancora fermo il decreto Aprile

Mancano almeno 7 miliardi. Continuano nella notte le trattative tra i partiti di maggioranza sul decreto. Il nodi reddito emergenza e ricapitalizzazione delle imprese, no di Iv a stato in capitale pmi. Il ministro Speranza chiede più i fondi alla sanità. CdM “entro la settimana”. 

L’ex decreto Aprile da 55 miliardi, ora diventato decreto Maggio per l’accumularsi di ritardi, dovuti sia alle incertezze sul reperimento delle risorse necessarie, sia per le dierenti priorità all’interno della maggioranza. Da ieri mattina a stanotte si sono susseguite riunioni tra il premier Giuseppe Conte, il ministro Gualtieri e i capi delegazione della maggioranza per trattare sui nodi principali del decreto: ammortizzatori sociali e sostegno alle imprese. Oggi sono previsti nuovi incontri. Nel primo caso, i pentastellati vorrebbero dare il sussidio ai redditi più bassi per due o tre mensilità, sul modello del reddito di cittadinanza. Dem e renziani sarebbero dell’idea invece di dare le risorse ai comuni per aiutare chi è in dicoltà. Una soluzione intermedia – ma ad ora respinta dal M5s – sarebbe, riferisce una fonte, quella di assegnare un bonus una tantum. Oltre alle diverse visioni di Pd e M5S, è andato in scena anche un balletto delle cifre sulle coperture necessarie alla proroga della Cassa integrazione Covid-19 no a ne Ottobre, il governo avrebbe chiesto in un primo momento all’Inps un approfondimento sulle coperture necessarie, ma secondo quanto si apprende mancherebbero ancora all’appello circa 7 miliardi per nanziare le misure che dovrebbe andare sul tavolo del Cdm a metà settimana Sull’ingresso dello Stato nella compagine societaria delle aziende che chiedono la ricapitalizzazione con un contributo del 49% allo Stato, i partiti di maggioranza si sono divisi. Pd e M5s favorevoli, Italia viva contraria: “Se lo strumento è quello del prestito alle imprese che apre – osserva un esponente di Iv – le porte all’ingresso dello Stato, noi non siamo d’accordo. È praticamente un tentativo di statalizzare le imprese private”. Nel mirino dei renziani c’è l’idea di permettere alle aziende con fatturato tra i 5 e i 50 milioni di ricapitalizzarsi ricevendo dallo stato una somma pari a quella investita: lo stato a quel punto entrerebbe, senza interventi nel controllo e nella governance, nel capitale dell’impresa che negli anni successivi potrebbe riacquistare le quote. “Occorre dare una massiccia iniezione di liquidità a fondo perduto diretta e sotto forma di ricapitalizzazione delle imprese” ha detto il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli. Di Maio ha provato a mediare rilanciando sulla necessità di abbassare le tasse, mentre il Pd punta sugli investimenti, su un piano industriale e sulla ‘burocrazia zero’. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, a quanto si apprende, ha illustrato modelli di interventi a sostegno delle imprese che prevedono contributi a fondo perduto e incentivi alla ricapitalizzazione per le Pmi, senza interventi nel controllo e nella governance delle imprese.  Tutti d’accordo invece sullo stanziamento di 14 miliardi per nanziare per altre nove settimane la cassa integrazione. Quanto ai fondi per la sanità, sarebbero ad ora previsti 2,6 miliardi ma il ministro Speranza chiede di più, per rafforzare i presidi sanitari sul territorio e rendere stabili i covid hospital”.(rainews)