Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede risponde durante il Question time alla Camera dei Deputati ad interrogazioni sulla situazione delle carceri e della Polizia Penitenziaria

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Question time, Bonafede sulle misure per far fronte al Coronavirus nelle carceri

Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha risposto a quattro interrogazioni durante il Question time alla Camera dei Deputati.

In risposta al quesito del deputato Jacopo Morrone in tema di misure alternative al carcere, il Guardasigilli ha precisato che nella norma approvata dal Governo “è previsto l’uso del braccialetto elettronico per coloro che devono scontare una pena superiore ai 6 mesi; sono esclusi i condannati per corruzione, maltrattamenti in famiglia o stalking,  così come vengono esclusi esplicitamente tutti i detenuti che  abbiano subito nell’ultimo anno sanzioni disciplinari per comportamenti gravi o che abbiano partecipato alle rivolte dell’inizio di marzo”.

Replicando all’interrogazione del deputato Alfredo Bazoli sugli interventi per far fronte all’emergenza Coronavirus negli istituti penitenziari, Bonafede ha spiegato che già “dal 22 febbraio 2020, il Ministero si è attivato per salvaguardare la salute di tutti coloro che lavorano e vivono in carcere. Sono state attivate misure per la creazione di spazi di isolamento per i casi sospetti, per l’ installazione di tende pre-triage per gli ingressi dei nuovi detenuti: a oggi sono 145 le tensostrutture installate all’ingresso dei penitenziari e altre strutture hanno comunque allestito una zona filtro”.

In risposta al quesito posto dalla deputata Lucia Annibali, il ministro della Giustizia ha affermato che “il Ministero, tramite l’Amministrazione penitenziaria, si è sin da subito attivato per dotare tutti gli operatori penitenziari, partendo da coloro che prestano servizio all’interno delle sezioni detentive, delle mascherine e dei guanti. Alla data del 19 marzo il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha consegnato ai Provveditorati Regionali quasi duecentomila mascherine (199.127), e 768.889 guanti di gomma monouso. Il Dipartimento sta inoltre impiegando il massimo sforzo per agevolare la produzione delle mascherine negli istituti penitenziari, grazie al lavoro dei detenuti. Allo stato attuale la capacità produttiva si attesta intorno alle 8.000 mascherine chirurgiche al giorno che, dopo le necessarie validazioni, potranno rappresentare un evidente incremento della dotazione”. “Nelle prime tre settimane di marzo – ha aggiunto Bonafede – c’è stata una riduzione della popolazione detenuta in carcere, passata dai 61.235 ai 58.592 effettivi nelle camere di detenzione, 2.643 in meno. Questo è dipeso prevalentemente dalle leggi vigenti prima del decreto Cura Italia, che ha avuto un’incidenza stimata di circa 200 detenuti”.

Rispondendo, infine, all’interrogazione del deputato Maurizio Lupi il Guardasigilli ha precisato che “i detenuti che risultano contagiati sono 15”. Rispetto alle gravi rivolte dei giorni scorsi, Bonafede ha comunicato che ieri è stata depositata una relazione di aggiornamento del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che tutti i parlamentari potranno analizzare: “È importante sottolineare – ha concluso il ministro della Giustizia – che la stragrande maggioranza dei detenuti non ha partecipato alle rivolte, così come è giusto rilevare che sono numerosi i gesti di solidarietà della popolazione detenuta in carcere nei confronti, non solo della polizia penitenziaria, dei direttori e degli operatori penitenziari ma anche di tutti i cittadini”.