Proteste carceri: «Anche con il Coronavirus non dimentichiamoci della polizia penitenziaria»..

News Ultim' ora

Proteste carceri, Mennea: «Anche con il Coronavirus non dimentichiamoci della polizia penitenziaria»

«Quanto sta accadendo in Italia con l’emergenza Coronavirus, non deve farci dimenticare gli altri gravi problemi esistenti come quelli nelle carceri, dove in questi giorni si sono registrate proteste e anche evasioni. Ebbene, non potremo mai finire di ringraziare medici, infermieri e operatori sanitari che, con grande spirito di abnegazione, stanno lavorando per garantire le cure e la salute di tutti gli italiani, insieme agli operatori e ai volontari della Protezione civile. Ma non dimentichiamoci del fatto che in questi giorni, anche in Puglia, le rivolte nelle carceri hanno visto gli agenti della polizia penitenziaria davvero in difficoltà, maltrattati e aggrediti dai detenuti, rischiare la loro vita per difendere anche la nostra dal momento che i detenuti pericolosi, fuggiti, mettono in pericolo la nostra sicurezza».
È quanto dichiara il consigliere regionale e presidente del comitato permanente della Protezione civile pugliese, Ruggiero Mennea, in relazione alle proteste dei detenuti nelle carceri pugliesi e italiane, partite in seguito ad alcune misure adottate per combattere l’emergenza Coronavirus negli istituti penitenziari, a cominciare dalle restrizioni nei colloqui con i familiari.
«Occorre richiamare il ministro Alfonso Bonafede affinché, con un decreto straordinario, tuteli ancora di più il corpo della polizia penitenziaria – prosegue – mettendo al riparo la vita di questi agenti, spesso giovani. Anche perché lo Stato, tutelando la polizia penitenziaria, dimostrerebbe che la rivolta di alcuni delinquenti non lo mette in crisi. Tutelare la polizia penitenziaria significa inoltre – conclude Mennea – alzare un muro a difesa di tutti i cittadini che, di fatto, sono ancora in pericolo perché molti evasi, vedi a Foggia, non sono ancora stati catturati».(radiobombo.com)