Radicalizzazione: 11 Polizie europee a Roma per formazione

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Per contrastare con successo l’estremismo violento è necessaria una risposta equilibrata che possa coniugare attività repressiva con efficaci azioni di prevenzione. E su questa strada, si inserisce a pieno titolo il progetto europeo Trivalent.

Finanziato con fondi dell’Unione Europea del programma Horizon 2020, il progetto si è sviluppato nel corso di 36 mesi con la finalità di migliorare la comprensione delle cause del fenomeno della radicalizzazione violenta in Europa. Ne è nata un’analisi multidisciplinare che ha portato a un approccio basato sull’impegno a rispettare i diritti fondamentali, promuovere l’integrazione, il dialogo culturale e la lotta alla discriminazione e sviluppare contromisure adeguate

Dalle metodologie di individuazione precoce alle tecniche di contro-narrazione, rappresentanti di 11 Polizie europee, tra le quali la Polizia Penitenziaria e la Polizia di Stato e le Polizie belga, albanese, portoghese, spagnola e polacca, si sono confrontate con accademici, esperti ed esponenti della società civile a livello locale, nazionale ed europeo. E fra le attività organizzate nell’ambito del Progetto Trivalent, di cui il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria è partner, si è aperto oggi a Roma, presso la Scuola Superiore dell’Esecuzione Penale ‘Piersanti Mattarella’, un corso pilota di tre giorni coordinato dall’Ufficio V del Capo del Dipartimento con il contributo della Direzione Generale della Formazione del DAP, al quale partecipano rappresentanti delle 11 agenzie di law enforcement europee che sono partner del Progetto.

Il programma didattico è stato sviluppato insieme all’Università Cattolica di Milano, con il contributo dei contenuti elaborati per il Progetto europeo TRAin TRAINING ed è focalizzato sulla conoscenza del mondo islamico e sulle competenze ritenute comune denominatore per tutte le polizie coinvolte, provenienti da Paesi con organizzazione, know how e mandati diversi. L’obiettivo è duplice: da un lato, rafforzare la conoscenza sul fenomeno del terrorismo islamico e sulla cultura islamica, con un chiaro riferimento al quadro di tutela dei diritti umani riportati dalle raccomandazioni Europee, dall’altro, aumentare la consapevolezza in merito alle abilità comportamentali, con riguardo alla dimensione etica, alla capacità di risolvere problemi complessi e di comunicare efficacemente sia a livello interpersonale che al pubblico(gNewes)