Il Personale di Polizia Penitenziaria sara’ costretto ad operare in condizioni sempre più difficili , presentata interpellanza …

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I deputati Cavandoli, Tombolato, Vinci, Murelli, Morrone presentano interpellanza parlamentare al Ministro della Giustizia per via delle gravi problematiche degli Istituti Penitenziari di Parma

Interpellanze:

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere – premesso che:

 le gravi problematiche relative al car- cere di Parma, segnalate in diversi atti di sindacato ispettivo, ancora non hanno trovato una risposta e una soluzione; le problematiche del carcere di via Burla – che oggi vede detenute circa 636 persone, di cui un terzo stranieri – saranno ulteriormente aggravate dall’apertura del nuovo padiglione per ulteriori 200 detenuti che aprirà a quanto consta agli interpellanti senza risorse necessarie, con 200 problemi in più e una sola certezza: le donne e gli uomini della polizia penitenziaria a Parma saranno costretti a lavorare in condizioni sempre più difficili; l’incremento numerico porterà la presenza di oltre 800 detenuti facendo divenire Parma la sede del più grande penitenziario della regione, sebbene con una direzione di livello inferiore rispetto a quella di Bologna; proprio pochi giorni fa il presidente vicario della corte d’appello di Bologna, all’apertura dell’anno giudiziario, ha descritto la condizione delle carceri in EmiliaRomagna: « Per la magistratura di sorveglianza, improcrastinabile problema resta quello dei mezzi, delle risorse e delle strutture a fronte di un numero di carcerati sempre elevatissimo rispetto alla capienza degli istituti penitenziari ». Queste « carenze », secondo il magistrato, « rischiano di pregiudicare anche la pronta adozione di basilari provvedimenti in materia di libertà: essenziale è sia la copertura delle vacanze che un ulteriore aumento d’organico previsto »; dal 1° luglio 2018 al 30 giugno 2019, dei 66.226 procedimenti iscritti al tribunale e agli uffici di sorveglianza ne sono stati definiti 39.226. « Un carico di lavoro che rischia di paralizzare gli uffici ». E nonbasta che in Emilia Romagna regione ci sia stato un notevole incremento delle misure alternative al carcere. « La situazione è ancor più problematica rispetto allo scorso anno: il sovraffollamento riprende ». Al 30 giugno 2018, a fronte di una capienza regolamentare di 2.824 posti, i detenuti nelle carceri della regione erano 3.560. Nel corso dell’anno giudiziario in questione, invece, le presenze sono di 3.695 detenuti. Al 31 dicembre 2019, infine, le presenze erano di 3.834: il carcere di Parma con 636 detenuti è il secondo carcere della Regione dopo Bologna che ne ha 855; la situazione del penitenziario di Parma resta critica e problematica a partire dalla direzione che vede da anni affidi temporanei senza permettere la programmazione di azioni a lungo termine; si registra una profonda carenza di personale: manca il 90 per cento, nei ruoli di sovrintendenti e ispettori, il 50 per cento delle figure educative, è presente un solo commissario nonostante ne siano previsti 4 ed un unico direttore « in missione » senza il supporto dei previsti 2 funzionari aggiunti; a fronte di una capienza regolamentare di 468 unità – di cui attualmente 456 disponibili – vengono ospitati 636 detenuti: il reparto detentivo maggiormente interessato dai nuovi ingressi è quello della media sicurezza, ma anche le sezioni di alta sicurezza (a Parma vi è il circuito AS1 che sono gli ex 41-bis e il circuito AS3) registrano un incremento dei flussi in entrata, mentre sono stabili i 66 detenuti in regime di 41-bis (il reparto è comunque alla massima capienza possibile); nel reparto di media sicurezza sono arrivati da altri istituti detenuti con forti problematiche disciplinari che, inevitabilmente, hanno peggiorato la qualità delle relazioni tra detenuti e operatori penitenziari, e si sono verificati eventi critici che hanno superato, nel numero, la soglia della normale tollerabilità da parte di un sistema che sempre più espone gli operatori e gli agenti della polizia penitenziaria al rischio di eventi irreparabili e drammatici;la situazione, se non regolarizzata al più presto, rischia di minacciare la sicurezza, l’ordine e in generale i diritti fondamentali all’interno della struttura penitenziaria. C’è bisogno di più personale per meglio gestire e supportare le reali necessità del carcere, bisogna garantire stabilità direzionale per definire un piano organizzativo che possa assicurare continuità nel lavoro e nell’amministrazione di una struttura rilevante per l’intera regione; inoltre, da tempo sembra di leggere un bollettino di guerra: il verificarsi con cadenza settimanale di episodi gravissimi di violenza da parte dei detenuti in danno degli agenti di polizia penitenziaria; numerose sono le prese di posizione dei sindacati in merito all’apertura del nuovo padiglione e ne vorrebbero condizionare la realizzazione solo al momento in cui l’Amministrazione avrà colmato il deficit di per- sonale e di risorse –: quali iniziative urgenti di competenza il Ministro interrogato intenda adottare al fine di garantire la massima agibilità e sicurezza al personale operante nel carcere di Parma, dotandolo anche di una dirigenza stabile e con risorse di personale ed economiche sufficienti; quali iniziative di competenza intenda adottare al fine di arginare le possibili ripercussioni che tale problematica rischia di avere non solo in ambito sociale, ma anche sul piano della sicurezza. (2-00632) « Cavandoli, Tombolato, Vinci, Murelli, Morrone »