Finalmente chiusa vicenda dell’appalto del nuovo carcere, Consiglio di Stato rigetta l’ennesimo ricorso

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Finalmente chiusa vicenda dell’appalto del nuovo carcere, Consiglio di Stato rigetta l’ennesimo ricorso

«L’appalto per il carcere alla Pizzarotti»

Il Consiglio di Stato rigetta l’ennesimo ricorso di Kostruttiva. Ma il subentro dell’azienda di Parma ha molte incognite



Dopo cinque anni, una cerimonia di inaugurazione con tanto di colpi di piccone e svariate sentenze in tutti i gradi di giudizio, si è di San Vito al Tagliamento: i giudici hanno dato ragione all’impresa Pizzarotti di Parma, arrivata seconda nella gara d’appalto per la costruzione della struttura da 300 posti che sorgerà al posto dell’ex caserma Dall’Armi.


Nel giro di poche settimane, infatti, sia il Consiglio di Stato che la Cassazione si sono espressi rigettando i ricorsi di Kostruttiva, impresa di Marghera che aveva vinto l’appalto in associazione temporanea di imprese con Riccesi di Trieste ma che si era vista imporre il subentro della seconda classificata proprio dal Consiglio di Stato, decisione contro la quale Kostruttiva aveva presentato tre ricorsi.

Se l’iter giudiziario si può dire finalmente concluso, la matassa nata da questa controversia è tutt’altro che facile da sbrogliare: gli scenari sono diversi e bisognerà capire come attuare quanto disposto dai giudici. La speranza del sindaco Antonio Di Bisceglie è che i lavori possano riprendere velocemente.

Sono passati quasi tre anni, infatti, da quando impugnò mazza e piccone e demolì simbolicamente, insieme ai funzionari del Provveditorato, gli stabili dell’ex caserma Dell’Armi. Era il 29 marzo 2018. Cinque anni prima, nel 2013, il Commissario straordinario del governo aveva indetto una gara per realizzare il nuovo penitenziario a San Vito. Gara vinta il 15 novembre 2015 dall’Ati capeggiata da Kostruttiva.

L’aggiudicazione era stata impugnata da Impresa Pizzarotti di Parma, seconda classificata, con ricorso al Tar del Friuli Venezia Giulia. Siamo nel 2016: il Tar rigetta il ricorso e Pizzarotti si appella quindi al Consiglio di Stato chiedendo una sospensiva, respinta. Manca ancora la sentenza di merito, che viene rinviata in attesa di una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, chiamata a dirimere una controversia per certi versi simile. Kostruttiva stipula intanto il contratto.

La sentenza della corte europea arriva dopo diversi mesi e rimette in moto il giudizio di appello: qui la vicenda ha una svolta importante, infatti il Consiglio di Stato ribalta la sentenza e accoglie il ricorso di Pizzarotti, imponendone il subentro nell’appalto.

Kostruttiva, però, gioca tutte le sue carte presentando tre ricorsi. Uno al Consiglio di Stato, per revocazione: rigettato. Uno in Cassazione, di carattere tecnico: respinto all’inizio dell’anno, nonostante il Procuratore generale in Cassazione l’avesse ritenuto fondato. E infine uno, giudizio di ottemperanza, ancora una volta in Consiglio di Stato: dichiarato inammissibile e la cui sentenza è stata pubblicata ieri.

«Con questa decisione si chiude una lunghissima controversia» commenta l’avvocato Alfredo Piscicelli, che fa parte del collegio difensivo di Kostruttiva. Soddisfatto l’avvocato Vinti, difensore dell’Impresa Pizzarotti, che aggiunge: «Ci si poteva fermare prima». — (messaggeroveneto.gelocal)