Progetto di costruzione di un nuovo padiglione, interrogazione al Ministro …..

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L’Onorevole Giaccone interroga il Ministro della Giustizia relative all’annuncio della realizzazione di un nuovo padiglione nella Casa di Reclusione di Asti

GIACCONE. — Al Ministro della giustizia. —

 Per sapere – premesso che:

il carcere di Asti, da alcuni anni classificato come casa di reclusione ad alta sicurezza, ha una popolazione carceraria formata prevalentemente da detenuti « con fine pena mai o gravati da condanne per lunghi anni di detenzione »; di fatto la struttura è stata trasfor- mata da struttura puramente detentiva a istituto di massima sicurezza senza una contemporanea e contestuale implementazione nell’organico del personale, che configura una pianta organica deficitaria di figure chiave, come ispettori e sovrintendenti di polizia penitenziaria; le notizie degli scorsi giorni relative all’annuncio della realizzazione di un nuovo padiglione detentivo nella casa di reclusione ad alta sicurezza di Quarto Inferiore, hanno sollevato negli amministratori locali diverse perplessità anche dal punto di vista del metodo, in quanto un eventuale progetto di questo tipo, secondo l’interrogante, dovrebbe nascere in maniera condivisa e concertata con tutti gli attori senza cogliere di sorpresa amministrazioni e territorio; la fonte della notizia è, infatti, il « Quarto dossier » sulle criticità strutturali e logistiche relative alle carceri piemontesi presentato dal, garante regionale dei detenuti, che alla voce Asti recita tra le altre cose: « È stata annunciata la realizzazione di un nuovo padiglione detentivo utilizzando una parte dello spazio attualmente occupato dalle aree verdi »; nell’ambito del detto documento con riferimento al carcere di Asti figura – oltre ad altre specifiche esigenze quali « adeguamento, ampliamento e rifunzionalizzazione dei servizi di accoglienza dei parenti, in particolare per quanto riguarda i colloqui con i figli minori che ora si svolgono in condizioni del tutto inadeguate » e « costruzione di spazi per i progetti e le attività trattamentali, formative e scolastiche » — anche il progetto di realizzazione di un nuovo padiglione detentivo, da ricavare utilizzando una parte dello spazio attualmente occupato dalle aree verdi; preme ribadire che gli uffici del comune di Asti non hanno ricevuto alcuna comunicazione da parte del competente Ministero. Informazioni ufficiose riportano che si tratterebbe di un padiglione di 3 piani per ospitare circa 200 detenuti oggetti a « custodia attenuata », ovvero detenuti a bassa pericolosità sociale prossimi al fine pena, per i quali sono previsti laboratori per attività varie; questi nuovi detenuti andrebbero ad aggiungersi ai circa 300 già presenti. Una piccola città nella città con 500 detenuti; sarebbero opportune, da parte del Ministro della giustizia, le necessarie infor- mazioni su questo progetto relativamente a quali siano i presupposti, il grado di definizione e le interlocuzioni avviate con il territorio e, non ultimo, andrebbe chiarito se la progettazione tenga conto della necessità di intervenire contenendo il consumo di suolo; quello che è certo è che bisogna innanzitutto sostenere il personale di polizia penitenziaria in modo da aumentare la sicurezza, a partire proprio da un incremento dell’organico; a parere dell’interrogante un simile progetto dovrebbe necessariamente trovare anche la collaborazione del comune e dell’Asl in considerazione delle inevitabili ricadute sui servizi sociali locali e dovrebbe trovare una collocazione territoriale diversa dal carcere di Asti che è già una casa di reclusione ad alta sicurezza, con una popolazione carceraria formata prevalentemente da detenuti « con fine pena mai o gravati da condanne per lunghi anni di detenzione » –:

se il Ministro interrogato non reputi opportuno rivalutare il progetto per non dare seguito alla costruzione di questo nuovo padiglione detentivo e, in ogni caso, scegliere per questo progetto una sede diversa da Asti. (4-04598)