Le donne e gli uomini della polizia penitenziaria saranno costretti a lavorare in condizioni sempre più difficili …..

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I deputati GAGLIARDI, PEDRAZZINI, BENIGNI, SILLI e SORTE , interrogano il Ministro della Giustizia Bonafede sulla situazione degli Istituti Penitenziari di Parma

GAGLIARDI, PEDRAZZINI, BENIGNI, SILLI e SORTE. —

Al Ministro della giustizia. —

Per sapere – premesso che:

 le problematiche del carcere di via Burla nel comune di Parma – costruito nel 1990 e aperto nel 1992 – in vista dell’ampliamento della struttura che oggi vede detenute circa 637 persone – un terzo stranieri – saranno realmente aggravate dall’apertura di un nuovo padiglione per ulteriori 200 detenuti che aprirà senza risorse necessarie, con 200 problemi in più e una sola certezza: le donne e gli uomini della polizia penitenziaria a Parma saranno costretti a lavorare in condizioni sempre più difficili. L’incremento numerico porterà la presenza, oltre alle 800 unità, facendo divenire Parma la sede del più grade penitenziario della regione, sebbene con una direzione di livello inferiore rispetto a quella di Bologna; duecento nuovi detenuti in arrivo nel nuovo padiglione del carcere di Parma, struttura che conta 637 « ospiti » a fronte di una capienza regolamentare di 468. In tutta l’Emilia-Romagna i detenuti sono quasi 3.800, anche se i posti disponibili sono mille in meno e i reclusi stranieri in tutta la regione superano le 1.900 unità; la situazione del penitenziario cittadino resta decisamente critica e problematica a partire dalla direzione che vede da anni affidi temporanei che non permette la programmazione di azioni a lungo termine. Già oggi si registra una profonda carenza di personale, con una grave difficoltà nel portare a esecuzione nuovi progetti lavorativi per i detenuti: problematiche che saranno inevitabilmente aggravate con altre 200 persone in più da gestire. Solo per i ruoli dei sovrintendenti e degli ispettori si registra una carenza del 90 per cento, le figure educative sono invece in carenza del 50 per cento, solo un Commissario quando ne sono previsti 4 ed un unico direttore « in missione » senza il supporto dei due previsti funzionari aggiunti; a fronte di una capienza regolamentare di 468 unità, il reparto detentivo maggiormente interessato dai nuovi ingressi è quello della media sicurezza, ma anche le sezioni di Alta sicurezza (a Parma vi è il circuito AS1 che sono gli ex 41-bis e il circuito AS3) registrano un incremento dei flussi in entrata, mentre sono stabili i 66 detenuti in regime di 41-bis, il cui reparto è comunque alla massima capienza possibile; il trasferimento a Parma di circa 50 detenuti AS3 dal mese di luglio 2019 ad oggi e, recentemente, l’assegnazione dal car- cere di Voghera di 10 detenuti AS1, sette dei quali con ergastolo ostativo, che portando a 129 gli ergastolani presenti ovvero il 20 per cento dei reclusi, ha compromesso la vivibilità delle stanze detentive per i detenuti con lunghe condanne e, spesso, costretto i detenuti a vivere con un compagno malato, anch’esso bisognoso di maggior tutela e accade che i detenuti, pur di non vivere in cella con un compagno, preferiscono farsi rinchiudere nelle celle di isolamento e avviare forme di proteste; nel reparto di media sicurezza si assiste all’arrivo da altri istituti di detenuti con forti problematiche disciplinari che, inevitabilmente, hanno peggiorato la qualità delle relazioni tra detenuti e operatori penitenziari, arrivando così al verificarsi di eventi critici che hanno superato, nel numero, la soglia della normale tollerabilità da parte di un sistema che sempre più si espone alla concreta possibilità del verificarsi di eventi irreparabili e drammatici; la situazione, se non regolarizzata al più presto, rischia di minacciare la sicurezza, l’ordine e in generale i diritti fondamentali all’interno della struttura penitenziaria. C’è bisogno di più personale per meglio gestire e supportare le reali necessità del carcere, bisogna garantire stabilità direzionale per definire un piano organizzativo che possa assicurare continuità nel lavoro e nell’amministrazione di una struttura rilevante per l’intera regione –:

 se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti di cui in premessa e quali iniziative urgenti di competenza intenda adottare al fine di garantire la massima agibilità e sicurezza al personale operante nel carcere di Parma, dotandolo anche di una dirigenza stabile e con risorse di personale ed economiche sufficienti. (4-04554)