Massima attenzione per la nostra Casa circondariale, dopo le voci di una possibile chiusura ….

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Massima attenzione per la nostra Casa circondariale, dopo le voci di una possibile chiusura

San Severo (Fg). Massima attenzione per la nostra Casa circondariale

Da tempo si rincorrono voci maligne sulla nostra Casa circondariale. Sostengono che questa nostra Istituzione possa essere chiusa per chissà quale assurda logica, atteso che il carcere di Porta Torremaggiore svolge una importante funzione nel piano strategico degli istituti di pena di Capitanata.

E’ infatti anche una valvola di sfogo importante visto il sovraffollamento spropositato della Casa Circondariale di Foggia ma anche dell’altro vicino carcere di Lucera, spesso storicamente affiancato a San Severo quanto alla Direzione.

Alcuni decenni or sono – erano i tempi della felice Direzione del dr. Umberto Solimene – San Severo fu privata quasi senza preavviso di questa importante struttura penitenziaria. Chi firma questo Editoriale seguì all’epoca molto da vicino quella (triste) faccenda in qualità di corrispondente dalla Capitanata del quotidiano Il Tempo di Roma.

Il Direttore Solimene, colonna portante di quella importante battaglia, chiese ed ottenne senza riserve tutto l’appoggio possibile della Stampa nazionale, interregionale e locale per la crociata che portò poi alla riapertura della nostra Casa Circondariale.

La crociata vide in prima fila, all’epoca, a livello locale e nazionale, non solo Il Tempo, che oltre al sottoscritto contava allora come corrispondente anche l’avv. Dante Azzarone, ma anche La Gazzetta del Mezzogiorno, Rappresentata all’epoca a livello locale dai compianti Colleghi corrispondenti Giuseppantonio Tardio ed Elio Bisceglie.

Fu una vittoria passata alla storia di questa Città anche per la spinta esercitata su Roma dalle Amministrazioni comunali e dalle segreterie locali di alcuni partiti governativi. Ora quella triste pagina non deve tornare d’attualità perché questa volta sarebbe forse impossibile ottenere una riapertura del carcere sanseverese per un modo ormai molto diverso (in senso negativo) di vedere e gestire le cose carcerarie.

Tutto questo discorso punta ad ottenere da subito un occhio attento del nostro Comune, dei Parlamentari e di tutta la Stampa di questa terra ma anche di tutti i Sindacati di categoria per il grave pericolo che corrono tanti posti di lavoro.

Non ci facciamo trovati spiazzati da decisioni improvvise, preveniamole con tutta l’attenzione sociale possibile al fine di non piangere dopo, come sul dirsi, sul latte versato. Naturalmente, nella scia di questo impegno, va inclusa anche l’attenzione meticolosa di quanti operano nel carcere cittadino e che potrebbero anticiparci certe voci prima di chiunque altro, attraverso i loro sindacalisti nazionali. Nel caso maledetto, noi ci saremo sulla barricata ancora una volta e sempre in difesa di tutto il patrimonio pubblico di questa terra. E ricordiamoci che alle fregature che ci riguardano se non ci pensiamo noi non ci pensa nessuno.( lagazzettadisansevero.it)