Grazie agli agenti e ai magistrati che non hanno piegato la testa”

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Esprimo la mia vicinanza ai familiari dei caduti, partecipando al loro dolore. Mi sento davvero fortunato e onorato di far parte della meravigliosa squadra della Polizia Penitenziaria e di avere la possibilità di lavorare fianco a fianco, quotidianamente, con tutte le donne e gli uomini dell’Amministrazione, che rappresentano un serbatoio di professionalità, senso di appartenenza e dedizione di cui tutti i cittadini possono andare fieri”. Con queste parole il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha iniziato il suo intervento alla cerimonia di commemorazione dei caduti dell’Amministrazione penitenziaria svoltasi a Roma nella sede del Dap di largo Luigi Daga.

Secondo il Guardasigilli “l’integrità morale, l’onestà, l’indisponibilità a scendere a patti o compromessi con chi ha messo a repentaglio la sicurezza dei cittadini, la fermezza al cospetto di criminali, mafiosi e terroristi, sono queste le caratteristiche che hanno dato origine ai brutali atti d’odio che hanno messo fine all’esistenza delle donne e degli uomini che oggi ricordiamo. Un filo rosso unisce le vicende di tutti i servitori delle istituzioni scomparsi, come tasselli di un mosaico più ampio: un filo rosso intessuto di generosità, determinazione e senso del dovere“.