Iniziative volte ad incrementare l’organico di polizia penitenziaria, al fine di garantire la sicurezza e il rispetto dei diritti soggettivi degli agenti penitenziari in servizio …

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Iniziative volte ad incrementare l’organico di polizia penitenziaria, al fine di garantire la sicurezza della struttura e il rispetto dei diritti soggettivi degli agenti penitenziari in servizio…

Camera Dei Deputati nella seduta del 21 ottobre presentata  interrogazione a risposta scritta dell’Onorevole Caretta sulla situazione della Casa Circodariale « Filippo del Papa » di Vicenza.

CARETTA. — Al Ministro della giustizia SEDUTA DEL 21 OTTOBRE 2019

Interrogazione a risposta scritta:

CARETTA. — Al Ministro della giustizia. —

Per sapere – premesso che: il carcere « Filippo del Papa » (Casa circondariale di Vicenza) è una struttura di massima sicurezza a celle singole concepita per ospitare detenuti condannati o imputati di reati di mafia, poi adibita a casa circondariale; si tratta di un istituto penitenziario caratterizzato da uno stato di sovraffollamento cronico che non è calato nell’ultimo periodo. Nonostante l’apertura di una nuova area detentiva, inaugurata di recente, alcune sezioni restano inabitate a causa della carenza di personale. Infatti, assieme al sovraffollamento, quello delle risorse umane nell’ambito del reparto di polizia penitenziaria è un problema che contribuisce a rendere le condizioni di lavoro problematiche e ad elevato rischio di stress lavoro correlato. Difficoltosi sono anche l’avvio e il mantenimento di progetti educativi per i ristretti; in particolare, per quanto riguarda i corsi scolastici, le aule disponibili sono poco capienti e non coprono l’esigenza della struttura; infatti, i detenuti presenti ad oggi sono 315, ed in arrivo si prevedono altri 100 detenuti ad alta sicurezza di cui 36 già assegnati e di prossimo arrivo. Dunque, la stima dei detenuti complessiva è di 420 presenze (270 comuni, 100 AS3, e 50 collaboratori di giustizia). L’organico di polizia penitenziaria ad oggi conta di 190 unità amministrate e, visto il numero ingente di detenuti presenti e di prossimo arrivo, la carenza stimata di personale è di circa 60 unità, prevalentemente nel ruolo ispettori e sovrintendenti; nella struttura manca un direttore titolare; l’attuale direttore reggente assicura la sua presenza per soli due giorni a settimana; mancano due direttivi del Corpo di polizia penitenziaria, ed il dirigente/ comandante del reparto è costretto a svolgere i propri compiti di coordinamento della polizia penitenziaria senza l’ausilio di un vice comandante e di ruoli intermedi; la carenza d’organico ha creato chiaramente enormi disagi al personale dipendente del carcere soprattutto in relazione alla cosiddetta « sorveglianza dinamica » e all’introduzione del sistema a « custodia aperta ». La polizia penitenziaria, infatti, non è più chiamata ad attuare un controllo statico sulla popolazione detenuta, ma piuttosto un controllo incentrato sulla conoscenza e sull’osservazione della persona detenuta. Tale sistema comporta una più difficile possibilità di controllo effettivo delle sezioni, che viene decisamente aggravata quando il personale non è sufficiente come in questo caso; alle carenze di organico suddette e al sovraffollamento detentivo della casa cir- condariale, si aggiungono altre problematiche strutturali che affliggono l’intero car- cere, fra le quali si ricordano: la caserma agenti fatiscente e priva di docce in camera, l’inadeguatezza dei sistemi di videosorveglianza che appaiono insufficienti a garantire la vigilanza dei detenuti e della struttura e il mancato funzionamento dei sistemi di antiscavalcamento e antintrusione; la vetustità degli automezzi del Corpo; la mancanza di automezzi blindati per il trasporto di detenuti ad alta sicurezza; è arrivato il momento di tutelare la categoria della polizia penitenziaria. Tali agenti svolgono, infatti, un lavoro cruciale e a tratti molto rischioso, un lavoro che spesso, in relazione alla configurazione a giudizio dell’interrogante, erronea del reato di tortura, li espone a minacce di ritorsione e vendetta; le problematiche precedentemente esposte devono trovare una soluzione nel più breve tempo possibile, per evitare che la situazione degeneri e porti a complicazioni e conseguenze gravissime –:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se intenda, per quanto di competenza, assumere iniziative volte ad incrementare l’organico di polizia penitenziaria della casa circondariale di Vicenza, al fine di garantire la sicurezza della struttura e il rispetto dei diritti soggettivi degli agenti penitenziari, in connessione con l’imminente incremento della popolazione detentiva; in che modo intenda intervenire per risolvere le molteplici criticità strutturali di cui soffre il carcere « Filippo del Papa », in modo tale da rendere più sicuro e vivibile l’intero complesso. (4-03869)