Uso di divise e simboli appartenenti alle forze dell’ordine da parte di terzi , interrogazione a risposta immediata presentata alla Camera dei Deputati

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Camera Dei Deputati Seduta n. 240 di mercoledì 16 ottobre 2019 presentata interrogazione parlamentare a risposta immediata su iniziative, anche normative, in merito all’improprio uso da parte di terzi di divise e simboli appartenenti alle forze dell’ordine, anche in considerazione dei recenti episodi occorsi presso gli istituti penitenziari di Spoleto e San Gimignano

CECCANTI, FIANO, DE MARIA, FRAGOMELI, MADIA, POLLASTRINI, RACITI, GRIBAUDO e ENRICO BORGHI. – Al Ministro dell’interno. – Per sapere – premesso che:

   da notizie a mezzo stampa si è appreso che il segretario della Lega Nord Matteo Salvini ha partecipato nella giornata di lunedì 14 ottobre 2019 ad una trasmissione televisiva indossando una polo della polizia penitenziaria, mentre, tra le altre cose, faceva campagna elettorale in vista delle prossime elezioni amministrative in Umbria;

   l’uso disinvolto di divise e simboli appartenenti alle forze dell’ordine per fini politici di parte solleva forti perplessità, alla luce del fatto che gli appartenenti alle forze dell’ordine svolgono una funzione fondamentale al servizio dello Stato e dei cittadini, e appare quanto meno inopportuna l’utilizzazione delle loro divise o simboli per fini meramente politici da parte di singoli parlamentari;

   altrettanto preoccupante appare l’uso a fini di propaganda politica di partito fatto dal medesimo segretario della Lega Nord in occasione di due visite svolte agli agenti della polizia penitenziaria presso il carcere di Spoleto e precedentemente in quello di San Gimignano, che ancora una volta sembrano alludere, per le modalità con cui sono state svolte e per le conseguenze mediatiche che hanno determinano, ad una presunta vicinanza politica al segretario della Lega Nord di tali forze, con grave lesione della credibilità di immagine di un intero comparto, il cui compito è quello di assicurare la sicurezza di tutti i cittadini, e non certo di una singola parte politica;

   resta fermo il legittimo e fondamentale esercizio da parte di tutti i parlamentari dei poteri ispettivi loro riconosciuti nell’ambito dell’ordinamento –:

   se non intenda adottare iniziative, anche normative, che affermino l’illegittimità dell’uso di divise e simboli appartenenti alle forze dell’ordine da parte di terzi e se non ritenga di promuovere un’indagine amministrativa circa le modalità «mediatiche» con cui sono state effettuate le visite nelle carceri di Spoleto e San Gimignano.
(3-01034)

La risposta della Ministra dell’interno

 Ministra dell’Interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, l’ordinamento vigente prevede norme di natura primaria e secondaria che disciplinano l’uso della divisa laddove la stessa costituisca il segno distintivo di un ufficio o di un impiego pubblico. In particolare l’articolo 498 del codice penale, concernente il reato ora depenalizzato di usurpazione di titoli ed onori, prevede, per la fattispecie dell’uso abusivo della divisa in pubblico, una sanzione amministrativa pecuniaria. Credo sia anche opportuno segnalare come sia da ritenersi che detto illecito si configuri solo laddove si vesta l’intera divisa d’ordinanza al fine di indurre l’opinione pubblica ad un’errata identificazione della persona che la indossa . In effetti con la citata disposizione il legislatore ha inteso tutelare la pubblica fede, sanzionando i comportamenti suscettibili di creare false apparenze con la conseguenza di indurre in errore i terzi sulla reale qualifica del soggetto agente. Un analogo orientamento è stato espresso anche dalla Corte di Cassazione con sentenza dell’aprile del 2012. Sul caso specifico, segnalato dagli onorevoli interroganti, il Ministero della Giustizia ha riferito che il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria si è riservato la facoltà di avviare opportune verifiche volte ad individuare, a fini disciplinari, l’eventuale coinvolgimento di appartenenti al corpo nella cessione del capo di vestiario di cui trattasi, fermo restando che articoli, come quello in questione, possono essere acquistati da rivenditori autorizzati oltre che oggetto di possibili contraffazioni.

Lo stesso Dicastero, relativamente alle visite effettuate dal senatore Salvini presso gli istituti penitenziari di Spoleto e San Gimignano, nel comunicare che nessun aspetto di criticità sia stato segnalato dalle direzioni degli istituti interessati, ha sottolineato come, ai sensi delle disposizioni vigenti, i membri del Parlamento possono visitare gli istituti di pena senza preventiva autorizzazione, come ben noto (camera.it)