Polizia penitenziaria doma incendio appiccato da un detenuto

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Detenuto pericoloso, dà fuoco alla cella a Capanne per non essere trasferito a Milano

L’uomo ha distrutto un armadietto e incendiato i pezzi. Fiamme domate  grazie all’intervento degli agenti di Polizia penitenziaria. Lo straniero è sotto processo per danneggiamento e incendio

Non voleva essere trasferito dal carcere di Perugia a quello di Milano e per protesta ha distrutto la cella e tentato di dar fuoco all’armadietto e altri oggetti che si trovavano all’interno della cella.

Il marocchino, detenuto a Capanne, ma condannato dal Tribunale di Milano e trasferito in Umbria per la politica di interventi sul sovraffollamento dei principali istituti penitenziari, è accusato di “aver danneggiato, rendendolo in tutto inservibile, l’armadietto in dotazione alla cella dove lo stesso è ristretto all’interno della casa circondariale di Perugia località Capanne” e anche di aver compiuto “atti idonei diretti in modo non equivoco a cagionare un incendio senza riuscire nell’intento per cause indipendenti dalla sua volontà. In particolare dopo aver frantumato l’armadietto di cui al capo che precede, collocava delle carta e plastica sui resti dello stesso armadietto ammucchiati in terra e gli dava fuoco”.

Le fiamme non si sarebbero propagate al resto della cella solo che perché il “fuoco” era “immediatamente spento a mezzo estintore dal personale di Polizia penitenziaria prontamente intervenuto”.

Il detenuto, difeso dall’avvocato Silvia Paoloni, è accusato di danneggiamento e incendio (perugiatoday.it).