Le criticità non possano assicurare condizioni di lavoro sicure, dignitose e sostenibili agli agenti di polizia penitenziaria , presentata interpellanza urgente……

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Presentata alla Camera Dei Deputati rivolta al Ministro della Giustizia sulla situazione della Casa di Reclusione di San Gimignano

Interpellanze urgenti (ex articolo 138-bis del regolamento):

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere – premesso che:

 è attiva, dal mese di novembre 1991 in località Ciuciano Ranza nel comune di San Gimignano (Siena) una casa di reclusione maschile; si tratta del carcere più grande dell’intera provincia che presenta però gravi criticità relative in particolar modo alla carenza di personale rispetto ai detenuti presenti; nonostante infatti abbia una capienza regolamentare di 227 reclusi, le cifre ufficiali del Ministero della giustizia dicono che sono attualmente presenti a Ranza 352 detenuti; la casa di reclusione ospita, nelle 50 apposite celle, detenuti in regime di alta sicurezza. La categoria della casa di reclusione, in relazione soprattutto alla presenza di detenuti con condanne definitive e per reati gravi e di ergastolani appartenenti ad associazioni criminali, richiede inoltre una sorveglianza attenta e continua che rischia di essere incompatibile con l’attuale personale in servizio; la carenza di organico degli agenti di polizia penitenziaria perdura da anni. Si tratta di una situazione che costringe conseguentemente il personale a continui turni straordinari, che oltre a ripercuotersi sulla qualità della vita degli agenti e dei loro familiari, può potenzialmente comportare gravi rischi per la gestione della casa di reclusione e per la sicurezza ai personale e detenuti; l’assenza di una guida stabile del carcere non attenua certamente queste criticità: negli anni si sono susseguite figure direttive temporanee, e anche nell’ultimo anno purtroppo la direzione ha visto numerosi incarichi temporanei, con un nuovo incarico che sarebbe giunto proprio in que sti giorni, così come non sono ancora presenti nuove figure di comandante e del vicecomandante della polizia penitenziaria; altre criticità che riguardano il penitenziario sono di carattere strutturale e logistico (in particolare, infiltrazioni dal tetto e difficoltà di approvvigionamento idrico ed in particolar modo di acqua potabile); queste problematiche sono state spesso all’origine di episodi di tensione e violenza ormai ciclicamente all’interno del carcere: nelle ultime settimane, ad esempio, sono verificate due risse tra detenuti che hanno richiesto l’intervento degli agenti in servizio ed un detenuto ha incendiato il materasso e le lenzuola della propria cella di isolamento. A seguito di questo ultimo intervento tre poliziotti sono stati portati in ospedale; nella scorsa legislatura, ed in numerose occasioni, le problematiche del car- cere di San Gimignano sono state poste all’attenzione del Ministro competente ed al capo del Dap (Dipartimento della polizia penitenziaria): tali criticità hanno visto, in alcuni casi, anche risposte positive anche se non risolutive da parte del Governo; nelle scorse settimane, dopo una visita svolta assieme all’attuale sindaco di San Gimignano, la prima firmataria del presente atto ha nuovamente scritto al Ministro che ha risposto con lettera in data 17 luglio 2019; il Ministero della giustizia ha annunciato, in tale missiva, l’arrivo di 12 agenti di polizia penitenziaria al carcere di San Gimignano comunicando inoltre che la vicenda del comandante di reparto sarebbe stata risolta in quanto tale funzione sarebbe « stata conferita ad un Commissario capo del corpo di Polizia penitenziaria »; lo stesso Ministero della giustizia ha inoltre reso noto di aver conferito la reggenza giornaliera del carcere di San Gimignano ad Alba Casella, già direttore dell’ufficio I del provveditorato di Firenze annunciando anche lo stanziamento di risorse per potenziare l’efficientamento energetico ed idrico del carcere;

appare comunque evidente che sussistano ancora notevoli criticità che riguar- dano la carenza di organico del personale e il sovraffollamento dei detenuti, senza dimenticare le citate problematiche strutturali dell’edificio; nei giorni scorsi organi di stampa hanno riferito che la procura di Siena ha iscritto nel registro degli indagati alcuni agenti penitenziari del carcere di San Gimignano con l’accusa di aver picchiato, l’11 ottobre 2018, un detenuto tunisino di 31 anni; sempre secondo i media l’indagine, definita dal Dap « complessa e delicata », ha interessato « 15 poliziotti penitenziari e trae origine dalla denuncia fatta da alcuni detenuti su pestaggi avvenuti all’interno dell’istituto toscano. Le accuse formulate dalla Procura di Siena vanno dalle minacce alle lesioni aggravate, al falso ideologico commesso da un pubblico ufficiale, alla tortura »; a seguito di tale indagine il Dap ha sospeso dal servizio quattro agenti della polizia penitenziaria accusati i aver materialmente torturato il detenuto; se le accuse venissero confermate, sarebbe un fatto gravissimo, ma è altrettanto evidente che le criticità evidenziate non possano assicurare condizioni di lavoro sicure, dignitose e sostenibili agli agenti di polizia penitenziaria presenti e garantire la vivibilità della struttura per i detenuti –: quali siano le informazioni di cui dispone il Governo sulla grave vicenda citata e quali iniziative urgenti intenda intraprendere per far fronte alla perdurante situazione di criticità del carcere di Ranza e, in particolare, per affrontare con la massima urgenza le carenze strutturali, la mancanza di una direzione stabile e di organici adeguati del personale della polizia penitenziaria e il sovraffollamento di detenuti che stanno causando gravissimi problemi di governabilità e vivibilità alla casa di reclusione. (2-00507) Cenni