Il carcere si allarga, via al progetto di due palazzine per 240 detenuti….

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Rovigo: il carcere si allarga, via al progetto di due palazzine per 240 detenuti


L’ampliamento del penitenziario porterà a 510 il numero di persone che sarà possibile accogliere. La casa circondariale di Rovigo si allargherà e arriverà a ospitare in caso di necessità fino a 510 detenuti. Alla attuale struttura, inaugurata tre anni fa lungo la Tangenziale Est, saranno affiancare due nuove palazzine, ciascuna in grado di contenere 120 detenuti, per le quali sono già state rilasciate le autorizzazioni edilizie. Così Rovigo, grazie anche all’arrivo da Treviso dell’istituto di pena minorile, diventerà una città penitenziaria.

Ieri mattina la struttura carceraria è stata visitata dagli avvocati della Camera Penale rodigina, per valutarne l’utilità riabilitativa e l’efficacia detentiva. Si tratta dell’iniziativa nazionale Ferragosto in Carcere, organizzate dall’Osservatorio Carcere dell’Unione delle Camere Penali Italiane come segno di grande generosità ed impegno della comunità dei penalisti per una sempre più diffusa sensibilità per le strutture detentive.

Una sorta di controllo qualità conclusosi con (quasi) il massimo dei voti, visto le lodi che ne hanno tessuto gli avvocati del foro rodigino: “È una struttura perfettamente all’altezza, dove per ogni cella i detenuti hanno a disposizione quattro metri quadrati e possono usufruire di diverse attività ricreative, come il teatro e i corsi di rieducazione. Abbiamo visto gli ambulatori medici, tra cui l’eccellente unità fisioterapica, aperta anche alle altre case circondariali, ed è tutto a norma. Abbiamo visto anche i reparti a regime aperto, ovvero quelli in cui le celle sono aperte per alcune ore del giorno e i detenuti possono muoversi” ha spiegato l’avvocato Federica Doni.

Il collega avvocato Franco Fedozzi ha celebrato anche “l’estrema cortesia e disponibilità del personale di Polizia penitenziaria”. Proprio riguardo questo corpo, però, emerge l’unico problema del penitenziario rodigino: “Sono sotto organico spiega il sindacalista della Cgil Davide Benazzo perché lì dentro lavorano 120 agenti, incluso anche il personale amministrativo. Un po’ pochi considerati gli attuali 160 detenuti”. La preoccupazione del sindacato è che l’ampliamento del carcere porti a un peggioramento delle condizioni di pena per i detenuti e, soprattutto, di quelle lavorative degli agenti penitenziari, dovendo in futuro accogliere ulteriori persone con problemi psicologici.

Attualmente, infatti, sono circa una decina i detenuti con problemi comportamentali o mentali, che dovrebbero essere custoditi in apposite strutture come il Rems (Residenza Sanitaria per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) di Legnago: “Avere in tutto il Veneto un solo posto come quello in provincia di Verona è davvero poco, per cui ci troviamo dei carcerati psichiatrici per i quali noi non siamo attrezzati, oltre ad avere problemi di personale. Qui a Rovigo va totalmente rivista la dotazione organica, perché a regime dovrebbero esserci 123 agenti su un massimo attuale di 270 detenuti, ma con l’ampliamento previsto bisognerà capire come fare ad affrontare la situazione”.

Il penitenziario, in questo periodo attraversato anche da pesanti problemi amministrativi visto che non è ancora stato individuato un direttore che guidi la struttura, ha recentemente assunto ben 29 nuovi agenti ma è un numero ancora insufficiente se si considera che, al di là del futuro ampliamento, a breve sarà aperto il terzo piano della struttura, riservato ai detenuti più pericolosi. Considerando che sono già partiti i lavori di adattamento del vecchio penitenziario di via Verdi per trasferirvi il carcere minorile di Treviso, Rovigo si appresta a diventare la seconda città veneta con più detenuti dopo Verona (a Montorio possono ospitare un massimo di 530 detenuti).

A metà luglio, infatti, gli operai incaricati dal Ministero della Giustizia hanno cominciato la ristrutturazione del carcere chiuso nel 2015, facendo così definitivamente calare il sipario sul potenziale ampliamento del tribunale nelle vecchie celle del centro storico, soluzione a lungo caldeggiata da gran parte dei legali rodigini per scongiurare il trasloco delle aule di giustizia in una nuova sede fuori dal centro città.

(Il Gazzettino)