Nuovi Gradi distintivi per la Polizia di Stato

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Nuovi Gradi distintivi per la Polizia di Stato

La Polizia di Stato dal 12 luglio 2019 dovrebbe indossare nuovi gradi distintivi e quasi 100.000 dipendenti dovranno adeguarsi. Nuove determinazioni dei distintivi di qualifica.

Per gli Agenti delle Questure addio al vecchio baffo rosso da Caporale dell’esercito e in arrivo una barretta simile a quella dei Sovrintendenti o dei Marescialli dei Carabinieri.

 La Polizia di Stato rinnova tutti i gradi di ogni categoria in un unica volta ed è tra le prime forze a farlo, seguirà a breve anche la riforma dei gradi della Polizia Penitenziaria e più in la si prevede anche quella dell’Esercito.

Mentre si discute molto ancora sulla possibile riforma delle Polizie Locali (dibattito bloccato da lunghissimo tempo anche solo per dare uniformità e riconoscibilità a livello nazionale alla categoria degli agenti di polizia municipale / locale)  la Polizia di Stato si rinnova il look totalmente e senza timori.

Rispetto ad altre forze la Polizia di Stato ha sempre dimostrato di essere particolarmente innovatrice e all’avanguardia.

Viene vista da tutti come esempio e forse potrà essere da stimolo anche per la Polizia Locale che da anni richiede un riconoscimento alle nuove molteplici funzioni di quelli che in passato si chiamavano semplicemente “vigili “.

Era da moltissimi anni che si vociferava su una cambio dei gradi ed ora è arrivato il momento. I più anziani magari faticheranno ad apprezzarli e riconoscerli da subito, ma certamente la forma non cambierà la sostanza ed il valore di coloro che vestono questa prestigiosa divisa.

L’aquila turrita, uno dei simboli caratteristici che da sempre contraddistingue la Polizia, accompagnerà tutti i distintivi di qualifica da agente a Dirigente generale.

Poi i simboli dei vari ruoli ( Agenti, Sovrintendenti, Ispettori , Ufficiali) i plinti per gli agenti ed assistenti, i rombi per i sovrintendenti i pentagoni per gli ispettori e le formelle per i funzionari. Cambia anche la classica disposizione verticale dei vari simboli che compongono il distintivo, che viene sostituita da una disposizione orizzontale o a piramide.

A capo della Polizia di Stato è posto un Prefetto, con la qualifica di capo della polizia – direttore generale della pubblica sicurezza. Egli è anche Presidente onorario dell’Associazione nazionale Polizia di Stato. L’attuale capo della Polizia e co-firmatario del decreto inter direttoriale sul cambio dei gradi è Franco Gabrielli.

Lo stesso ha dichiarato: “Abbiamo finalmente adottato i nostri segni distintivi di qualifica svincolandoci dai gradi militari. Questo non per segnare una distanza da quel mondo, al quale riconosciamo uno straordinario patrimonio di professionalità e competenza, ma per rimarcare con orgoglio la nostra identità di Amministrazione civile ad ordinamento speciale e riaffermare l’adesione ad un nucleo di valori, sublimato dal nostro motto “Sub Lege Libertas”.

La Polizia di Stato fondata nel 1852 (prima divisa in due diversi organi: Corpo delle guardie di pubblica sicurezza e Funzionari di Pubblica Sicurezza ) è una delle quattro  forze di polizia direttamente dipendente dal Ministero dell’Interno.

All’inizio degli ’80 con la riforma avvenuta dalla legge n. 121 del 1º aprile 1981 venne riorganizzato lo status e la struttura della polizia italiana e “smilitarizzata“per la prima volta. La Polizia è dotato di un Sindacato vero e proprio da decenni a differenza di Finanza , Carabinieri ed Esercito.

Il patrono della Polizia è San Michele Arcangelo (in ebraico suona come Mi-Ca-El e significa ” Chi forte come Dio”) , Principe e Comandante della Milizia Angelica a cui è stato dato il compito da Dio, nel combattimento che non avrà mai fine tra il bene e il male, di ingaggiare battaglia contro il Principe delle tenebre, fino ad espellerlo dal Paradiso celeste e sprofondarlo nell’Inferno insieme agli altri Angeli ribelli.

Sotto i migliori auspici quindi i migliori auguri ai poliziotti che con i nuovi gradi che per le strade difenderanno i cittadini in un momento dove la sicurezza percepita richiede davvero presenza e presidio dei territori. (lavocedeltrentino.it)