Gratuità degli alloggi collettivi di servizio per gli appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria, interviene in aula il sottosegretario di Stato per la giustizia Ferraresi

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Di seguito la risposta in aula del sottosegretario di Stato per la giustizia Ferraresi  all’interrogazione  della senatrice Rossomando sulla gratuità degli alloggi collettivi di servizio per gli appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria, interrogazione che e’ inserita nel link di seguito

Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00770Scarica

GIUSTIZIA    (2ª)

MARTEDÌ 11 GIUGNO 2019

94ª Seduta

Presidenza del Presidente

OSTELLARI 

            Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Ferraresi.   

PROCEDURE INFORMATIVE 

  Interrogazioni   

Il presidente OSTELLARI introduce l’interrogazione n. 3-00770 dando la parola al rappresentante del Governo per la risposta.

Il rappresentante del GOVERNO segnala che con l’atto di sindacato ispettivo n. 3-00770 l’interrogante, nel richiamare l’articolo 7 comma 5 del decreto legge n. 148 del  2017 convertito con modificazioni dalla legge n. 172/2017, norma fortemente voluta dal Ministro Orlando con cui si stabilisce la gratuità degli alloggi collettivi di servizio per gli appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria, ed il successivo intervento della Direzione Generale del personale e delle risorse del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria che, revocando le disposizioni già impartite sulla gratuità degli alloggi in linea con la summenzionata norma, ne ha riconosciuto l’onerosità disponendo il recupero delle somme arretrate, chiede di sapere che cosa intenda fare il Ministro della Giustizia per garantire il pieno rispetto della normativa vigente e mantenere la gratuità dell’alloggio per i poliziotti penitenziari.

Preliminarmente osserva che il pernottamento in caserma degli agenti del Corpo, dovuto alle turnazioni, è da sempre stato gratuito e resta tale. 
La gratuità, tuttavia, si riferisce solo al tempo strettamente necessario all’espletamento dei compiti istituzionali, esauriti i quali, il posto letto dovrà essere lasciato libero da ogni effetto personale.

Resta dovuta, invece, la corresponsione dei soli oneri accessori (consumi di acqua, luce, riscaldamento) eccetto il canone, nei soli casi in cui l’utilizzo delle camere di pernottamento sia esclusivo e continuativo.

Evidenzia che il medesimo trattamento vige per gli appartenenti alle altre Forze Armate e alla Guardia di Finanza.

La lettera circolare 7 gennaio 2019, diramata dalla Direzione generale del personale e delle risorse del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ha avuto la funzione di porre fine ai dubbi interpretativi dovuti a un’erronea stima in cui il legislatore del 2017 era evidentemente incorso rispetto al numero degli alloggi interessati dal Decreto Legge 16 ottobre 2017 n. 148 (800, invece di oltre 4.400), pacificamente evincibile dall’assoluta inadeguatezza della copertura finanziaria prevista in ragione di soli € 345.600,00, a fronte della copertura totale che, se rapportata al numero effettivo di alloggi, avrebbe dovuto ammontare ad € 1.900.000,00.

Del resto, la correttezza tecnica di tale assunto trova conforto nel parere reso nell’aprile dello scorso anno dall’Ufficio Legislativo secondo cui: “il legislatore del 2017, nello specificare la gratuità di servizio di pernottamento in caserma di cui al più volte citato art. 8, comma 4, dell’ordinamento del Corpo di Polizia penitenziaria, ha altresì previsto una specifica copertura finanziaria (al comma 6 dell’art. 7 del D.L. n. 148/2017) per gli oneri derivanti dalle minori entrate conseguenti all’applicazione della norma che ha introdotto la gratuità”.

Precisa che tali dubbi avevano cautelativamente indotto a sospendere la riscossione degli oneri accessori dovuti per l’uso degli alloggi collettivi di servizio a partire dal 16 ottobre 2017, ma non ad abolire tale pagamento.

Pertanto, il provvedimento citato, con decorrenza dal mese di febbraio 2019, non ha fatto altro che ripristinare la trattenuta mensile ordinaria per i suddetti oneri.

Inoltre, per recuperare le quote arretrate, che si aggirano, in media, sui 300-400 euro, è stata concessa al personale la possibilità, su richiesta, di una dilazione di pagamento fino a un massimo di 36 rate, mentre le trattenute mensili per l’utilizzo variano da circa 18 euro fino ad un massimo di 40 euro.

Da ultimo, evidenzia che, proprio allo scopo di corrispondere quanto più possibile alle esigenze della Polizia penitenziaria, con nota dello scorso 17 maggio, a far data dal mese di giugno, e per la durata di quattro mesi, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha disposto la sospensione della riscossione degli oneri accessori relativi al periodo ricompreso tra il 16.10.2017 ed il 31.12.2018, nell’ottica di reperire medio tempore i fondi necessari  ad ovviare al pagamento degli arretrati da parte dei concessionari.

La senatrice ROSSOMANDO (PD) si dichiara insoddisfatta della risposta.