Progetto di ampliamento della casa circondariale ,realizzazione dell’opera e sua entrata in esercizio, interrogazione al Ministro Bonafede

News Ultim' ora

Interrogazione a risposta scritta: BAZOLI. — Al Ministro della giustizia, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che: con decreto interministeriale del 10 ottobre 2014 veniva individuato un inter- vento di realizzazione di una infrastruttura

carceraria in Lombardia per un importo fissato in 15.563.185,23 euro; con nota n. 379849 dell’11 novembre 2015 il Ministero della giustizia, dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, comunicava al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che tale intervento era da individuarsi nel; venivano dunque avviati dai competenti Ministeri incontri di verifica con i responsabili dell’amministrazione penitenziaria e quelli della struttura carceraria interessata, attraverso i quali si evidenziavano gli obiettivi da raggiungere e le problematiche connesse alla programmazione degli interventi edilizi; unitamente all’ampliamento della struttura carceraria fino a 400 posti, gli interventi avrebbero dovuto riguardare anche la realizzazione di una nuova caser- metta per gli agenti, e l’ampliamento dei servizi connessi al funzionamento della struttura, come nuove centrali tecnologiche, nuovi spazi per magistrati, pubblico, avvocati, organismi accreditati a svolgere attività interne, e altro; in data 1° marzo 2016 il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria inviava al provveditorato per le opere pubbliche Lombardia la documentazione relativa alla nuova aggiornata distribuzione degli spazi da esso redatta (prot. 0073811), sulla base del quale si ipotizzava l’aggiudicazione della gara per la progettazione entro la fine del 2016, e l’appalto delle opere nel corso del 2017; nel frattempo veniva avviata dai Ministeri competenti una trattativa con il comune di Brescia per l’acquisizione al demanio delle aree limitrofe al complesso carcerario sulle quali, secondo il progetto, si dovevano realizzare, tra gli altri, spazi per le attività formative e lavorative dei detenuti; solo il 24 marzo 2017 veniva peraltro pubblicato il bando di gara per i servizi di ingegneria e architettura, con aggiudica zione del progetto alla cordata vincente l’anno successivo in data 4 luglio 2018, n. 13933; a quasi cinque anni dallo stanziamento, e a tre anni dall’avvio dell’iter procedurale, nel marzo 2019 si apprendeva da organi di stampa che entro il mese di aprile 2019 sarebbe stato finalmente presentato il progetto preliminare, che l’indizione della gara per i lavori sarebbe avvenuta entro fine 2019 e che i lavori verosimilmente sarebbero partiti nei mesi immediatamente successivi per concludersi, tra realizzazione e collaudo, entro il 2023. L’impaludamento della procedura negli anni passati non autorizza a essere ottimisti sul rispetto delle tempistiche sopra delineate, tanto più che dopo le indiscrezioni apparse sulla stampa ad oggi non si è più avuta alcuna ulteriore notizia di passi avanti nell’iter; la realizzazione della nuova infrastruttura è attesa da decenni dalla realtà bresciana, che si trova a fare i conti con un vetusto penitenziario, Canton Mombello, costruito all’inizio del secolo scorso, collocato in zona centrale della città, perennemente sovraffollato e, nonostante gli sforzi profusi dall’amministrazione penitenziaria, dalle associazioni di volontariato e dagli enti locali, oramai strutturalmente inidoneo a garantire una minima dignità ai detenuti ivi reclusi –: a che punto sia l’iter procedurale; quali siano i tempi ragionevolmente prevedibili per la realizzazione dell’opera e per la sua entrata in esercizio; quali stralci funzionali siano previsti nella realizzazione in relazione agli stanziamenti ad oggi in essere; quante risorse ulteriori sarebbero necessarie per completare le opere con tutte le previsioni inizialmente immaginate ed elencate in premessa; quali ipotesi siano attualmente state formulate dalle amministrazioni centrali per la destinazione dell’immobile di Canton Mombello una volta esaurita la sua originaria funzione. (4-03021)