Iniziative per favorire il decremento della popolazione carceraria, il Ministro Bonafede

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Question time alla Camera, il ministro risponde a tre interrogazioni

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha risposto nell’aula della Camera dei Deputati a tre interrogazioni su notifiche degli atti giudiziari attraverso gli indirizzi di posta elettronica certificata, trattamento economico e giuridico dei giudici di pace e iniziative per favorire il decremento della popolazione carceraria.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA DELL’ON. BAZOLI ED ALTRI

Il problema dell’affollamento carcerario, che interessa il circuito dei magiorenni, rientra senza dubbio fra le priorità del Ministero della Giustizia.

Come ho già più volte esposto, un approccio alla questione che sia serio e credibile deve puntare anzitutto all’incremento dei posti detentivi, combinato con una accorta politica di espulsioni a favore dei Paesi di origine dei detenuti stranieri, anziché alla comoda scorciatoia di provvedimenti svuotacarceri, i quali, di fatto, eludono il problema senza risolverlo, svilendo il principio della certezza della pena e vulnerando, al contempo, le altrettanto primarie esigenze di sicurezza collettiva e ordine pubblico.

In questo binario va ad incanalarsi l’azione di riqualificazione e potenziamento dell’edilizia penitenziaria perseguita dall’attuale formazione governativa anzitutto attraverso il cd. D.L. Semplificazione che ha conferito al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, tra l’altro, la possibilità di individuare immobili nella disponibilità dello Stato, al fine della loro riconversione in strutture carcerarie.

Sulla scia del nuovo corso inaugurato da tale provvedimento, è stata avviata una proficua collaborazione con il Ministero della Difesa e l’Agenzia del Demanio per il reperimento di caserme da poter riconvertire in istituti penitenziari.

Devo altresì dare atto dei numerosi interventi in atto quali l’avvenuto completamento dei tre padiglioni detentivi da 200 posti ciascuno presso gli Istituti penitenziari di Parma, Lecce e Trani, avviati dal Piano Carceri, e la realizzazione, tuttora in corso, di due padiglioni detentivi da 200 posti presso gli Istituti penitenziari di Sulmona e

Taranto, a cui devono aggiungersi la progettazione e realizzazione di interventi di ammodernamento di sezioni detentive presso numerose strutture del territorio, tra cui a titolo di esempio Napoli “Poggioreale”, Napoli “Secondigliano”, Aversa, Palmi, Augusta, Trapani, Ragusa, Catania “Piazza Lanza”.

Per amore di verità devo altresì sconfessare la lamentata riduzione delle risorse, in quanto a fronte dei 4,9 milioni di euro stanziati nel 2016, per il corrente anno, sono previsti stanziamenti nell’ordine di 13 milioni di euro per gli investimenti e di 23,6 milioni di euro per manutenzione ordinaria e riparazioni.

Si tratta di un dato senza dubbio indicativo della particolare attenzione riservata al tema, che è altresì certificata dal costante monitoraggio sui livelli di presenza nelle strutture detentive a cui, non di rado, segue la diretta adozione, a livello centrale, di movimentazioni extra-distretto.

Quanto sin qui evidenziato nulla toglie all’impegno profuso da questo Ministero per agevolare quanto più possibile il ricorso alle misure alternative.

Nel solco di tale obiettivo nel corso del 2018 è stato avviato uno studio interdipartimentale sulle criticità ostative alla fruizione delle misure alternative da parte dei detenuti che, pur essendo nelle condizioni oggettive per poterne godere, di fatto non ne fruiscono perché privi di riferimenti familiari, alloggi o opportunità lavorative.

In questa direzione si sta lavorando anche attraverso il confronto fra gli Uffici dell’esecuzione penale esterna e la magistratura di sorveglianza e sono altresì state elaborate linee guida per la redazione di accordi operativi che facilitino l’ammissione alle misure alternative.