Nuovo carcere, il Consiglio di Stato deve pronunciarsi sul ricorso…….

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Nuovo carcere, il Consiglio di Stato deve pronunciarsi sul ricorso…….

Pordenone: nuovo carcere, il Consiglio di Stato deve pronunciarsi sul ricorso dell’Ati

C’è attesa per il pronunciamento da parte dei giudici del Consiglio di Stato sul progetto di costruzione del nuovo carcere di San Vito. La situazione potrebbe sbloccarsi entro l’inizio dell’estate: dopo l’udienza del mese scorso si attende ora la sentenza da parte del collegio giudicante del Consiglio di Stato che sta trattando il ricorso presentato dall’Associazione temporanea di imprese Kostruttiva-Riccesi contro il verdetto dello stesso Consiglio, che ha annullato il contratto d’appalto firmato il 12 settembre 2016.

Questo ha rimesso in discussione l’assegnazione dei lavori, costringendo allo stop il cantiere, quando l’opera era già avviata con i lavori di bonifica dell’area. Infatti, nel corso del 2018 era stato installato il cantiere e si era proceduto con la bonifica dell’ex caserma Dall’Armi.

Da quanto trapela – davvero poco, considerata la materia delicata e le decine di milioni in gioco – sono esaurite le udienze fissate a Roma circa il ricorso per la revoca della sentenza presentata dalla Kostruttiva-Riccesi contro la decisione del Consiglio di Stato che ha determinato il subentro nel contratto d’appalto, dell’impresa Pizzarotti di Parma, giunta seconda nella gara d’appalto. È un’opera attesa quella del nuovo istituto circondariale da 300 posti del Friuli Occidentale per rispondere alla situazione molto carente del Castello di Pordenone, struttura penitenziaria vetusta e piena di problematiche.

A San Vito al Tagliamento si auspica che la costruzione del carcere parta entro l’anno, ma prima deve esserci il pronunciamento dei giudici, che dovrebbe arrivare entro il prossimo mese e non oltre il mese luglio. Difficile ipotizzare lo scenario più probabile: in municipio a San Vito sono estremamente cauti perché questo ricorso si muove su un passaggio giuridico particolare, quindi non è facile fare previsioni.

Quello che è certo è che gli amministratori sanvitesi auspicano che il contenuto della sentenza, una volta emessa, consenta la ripresa dei lavori, non importa se da parte dell’ati Kostruttiva-Riccesi o della Pizzarotti, così da togliere ogni ostacolo alla prosecuzione dell’opera pubblica.

La sentenza sul ricorso dovrebbe rispondere a una serie di interrogativi, in particolare quelli relativi alla progettazione del nuovo carcere realizzata Kostruttiva-Riccesi e già approvata: in caso di subentro, non si sa se saranno portati avanti gli elaborati esistenti o se ne faranno di nuovi. Questi dubbi dovrebbero essere fugati nelle prossime settimane dai giudici del Consiglio di Stato che dovrebbero fornire indicazioni chiare alla stazione appaltante – è il ministero delle Infrastrutture – su come procedere con i lavori della casa circondariale. (Il Gazzettino)