Casa circondariale di Santa Maria Maggiore e casa di reclusione della Giudecca di Venezia ,richiesta di tempestivi interventi di ammodernamento delle strutture penitenziarie

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Interrogazione a risposta in Commissione degli Onorevoli  PELLICANI e MORETTO  Diretta al Ministro della giustizia Bonafede  sulla situazione della Casa circondariale di Santa Maria Maggiore e della  casa di reclusione della Giudecca di Venezia per effettuare  tempestivi interventi di ammodernamento delle strutture

Interrogazione a risposta in Commissione: PELLICANI e MORETTO. —

Al Ministro della giustizia. —

 Per sapere – premesso che:

 la questione relativa alle carceri rappresenta sicuramente una delle principali criticità per quanto concerne l’amministrazione della giustizia; l’interrogante ha avuto modo nell’ambito delle prerogative parlamentari di visitare la casa circondariale di Santa Maria Maggiore (carcere maschile) e la casa di reclusione della Giudecca (carcere femminile) di Venezia; in entrambe le realtà sono palesi i deficit strutturali e la necessità di procedere a interventi di ristrutturazione; l’istituto penitenziario di Santa Maria Maggiore presenta gravi carenze strutturali e necessita di interventi urgenti di riqualificazione che riguardano le parti comuni, ma non solo; molte celle sono piccole e si sta riproponendo drammaticamente il problema del sovraffollamento; al 31 dicembre 2018, risultavano essere ospitati 249 detenuti a fronte di 161 posti: 96 sono italiani e 153 stranieri di varie nazionalità, tra cui 34 tunisini, 25 rumeni, 25 albanesi, 16 marocchini; all’interno della casa circondariale sono poche le attività lavorative riservate ai detenuti, e in pochi possono contare su occasioni di impegno durante la giornata, come piccole attività di laboratorio e lavori legati ai servizi carcerari; si segnala una rilevante carenza di personale dell’amministrazione penitenziaria e della polizia penitenziaria con l’organico ridotto e la conseguenza che gli agenti sono costretti a fare turni di 8 ore, anziché di 6 come previsto; la caserma riservata al personale non è del tutto funzionale alle esigenze degli agenti;

il carcere della Giudecca rappresenta uno dei pochi istituti penitenziari femminili presenti in Italia e ospita attualmente 88 detenute, a fronte di circa 130 posti disponibili; in questa realtà operano circa un centinaio di agenti penitenziari, 34 dei quali hanno preso servizio da poche settimane con una grave difficoltà di sistemazione all’interno della caserma del carcere, tanto che alcune stanze ospitano 5 agenti; anche questa struttura è ospitata in un antico convento all’interno della città e necessita di interventi urgenti di ristrutturazione che riguardano il corpo centrale e le parti comuni ed è uno dei pochi carceri a non essere dotato di un sistema di videosorveglianza, che va quanto prima installato; è quanto mai necessario intervenire per il recupero della cosiddetta « ala 17 » per ampliare le attività laboratoriali, considerato che rappresenta un’esperienza pilota in Italia, in quanto la maggior parte delle detenute è impegnata in diverse attività lavorative; il carcere della Giudecca è inoltre una delle poche strutture italiane in cui è presente un Icam (Istituto a custodia attenuata per madri detenute) e attualmente accoglie 7 bambini di età compresa tra 6 mesi e 5 anni; è giunto il momento che il Governo affronti questo tema, partendo dalle previsioni della legge n. 62 del 2011, attivando le case famiglia protette, in particolare nei casi di detenute condannate a reati non gravissimi, per tutelare sia il diritto delle donne alla maternità, che quello dei bambini a essere maggiormente protetti –:

quali iniziative intenda assumere il Ministro interrogato per prevedere tempestivi interventi di ammodernamento delle suddette strutture penitenziarie e per accogliere le richieste provenienti dalla competente amministrazione penitenziaria e dalle organizzazioni di rappresentanza della polizia penitenziaria e se intenda procedere all’istituzione di un apposito osserva torio per monitorare i percorsi educativi e formativi dei bambini dell’Icam, partendo proprio dalla realtà della Giudecca, anche per individuare eventuali nuovi strumenti normativi e misure idonee ad assicurare un miglioramento delle loro condizioni. (5-01783)