367 unità di Polizia penitenziaria assegnati , in servizio sono solo 269 , interrogazione Parlamentare al Ministro della Giustizia

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OCCHIONERO. — Al Ministro della giustizia.

— Per sapere – premesso che: l’interrogante ha svolto una visita alla casa di reclusione Calogero Di Bona – Ucciardone di Palermo, carcere allocato in una struttura del 1798, funzionante dal 1842 dopo la chiusura del vecchio carcere della « Vicaria »; il penitenziario ospita detenuti di sesso maschile in regime di media sicurezza or- dinario e media sicurezza protetti; i detenuti presenti sono 440, a fronte di una capienza regolamentare che attualmente è di 567 posti, tenendo in considerazione una sezione detentiva chiusa che potrebbe ospitare circa 150 detenuti. I detenuti protetti ristretti nella nona sezione sono 90; i detenuti tossicodipendenti sono 80; le celle della nona sezione (protetti) ospitano 2 detenuti, in meno di 4 metri quadrati, sono umide, sporche, senza luce e senza aria, le docce sono collocate in un vano sporco e con macchie di muffa. Non sono servite da acqua calda e i detenuti fanno la doccia con l’acqua fredda. Il reparto è privo di locale socialità e le celle hanno lo spazio insufficiente. Anche gli spazi esterni per le ore destinate ai passeggi sono angusti; nell’istituto si registra una grave carenza di agenti di polizia penitenziaria: la pianta organica prevede 367 unità, gli agenti assegnati sono 367, in servizio sono solo 269 agenti, 10 donne, su 19 ispettori assegnati, solo 8 in servizio; all’interno dell’istituto si riscontra particolare disagio legato all’assistenza sanitaria; il passaggio dalla medicina penitenziaria alle asl crea non pochi problemi; scarsa è l’attività legata all’assistenza psicologica; i detenuti che lavorano sono circa 90, con turnazione: si tratta esclusivamente di lavori alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria; l’inadeguatezza strutturale è uno degli aspetti problematici di questo penitenziario, gli spazi non sono nati per ospitare persone e la struttura essendo vecchia avrebbe bisogno di molti lavori di manutenzione; alcune criticità rischiano di mettere in pericolo la salute e la vita del personale e dei detenuti; in particolare, l’assenza di medici specialisti mette a rischio la vita dei detenuti, soprattutto quelli affetti da malattie cardiovascolari –: se sia a conoscenza della situazione e delle criticità della casa circondariale Ucciardone di Palermo e quali iniziative di competenza intenda adottare affinché le carenze possano essere superate. (4-02419)