Iniziative volte allo scorrimento della graduatoria relativa al concorso pubblico a complessivi 300 posti di allievo agente del corpo di polizia penitenziaria maschile bandito nell’anno 2015 –

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Camera Dei Deputati Seduta n. 133 di martedì 26 febbraio 2019

Iniziative volte allo scorrimento della graduatoria relativa al concorso pubblico a complessivi 300 posti di allievo agente del corpo di polizia penitenziaria maschile bandito nell’anno 2015 – 

La risposta del Sottosegretario di Stato alla Giustizia, Vittorio Ferraresi, in merito all’interrogazione parlamentare su concorso Polizia Penitenziaria

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la giustizia, Vittorio Ferraresi, ha facoltà di rispondere all’interrogazione Silvestroni n. 3-00112 (Vedi l’allegato A).

VITTORIO FERRARESI, Sottosegretario di Stato per la Giustizia. Grazie, Presidente. Con l’atto di sindacato ispettivo in epigrafe, l’onorevole interrogante, richiamato il grave tasso di scopertura dell’organico della polizia penitenziaria, stimabile in circa 8 mila unità, e l’approvazione della graduatoria di concorso pubblico per titoli ed esami a complessivi 300 posti, elevati a 424, di allievo agente del Corpo di polizia penitenziaria, indetto con PDG 19 giugno 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, IV Serie speciale, n. 57 del 28 luglio 2015, a seguito della quale sono stati dichiarati vincitori i candidati collocatisi dal posto n. 1 al posto n. 424 della graduatoria medesima, chiede di sapere se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti e se ritenga o meno indispensabile adottare con urgenza iniziative che autorizzino l’assunzione degli allievi agenti di polizia penitenziaria vincitori delle procedure concorsuali per scorrimento delle graduatorie. Occorre preliminarmente prendere le mosse da un duplice ordine di premesse.

In primo luogo, stante la riduzione complessiva degli organici operata dalla legge 7 agosto 2015, n. 124, cosiddetta legge Madia, e rivista dal decreto legislativo n. 95 del 2017, che aveva rimodulato la dotazione organica complessiva del Corpo, passata da 44.610 unità a 41.202 unità, deve darsi atto che la vacanza del Corpo di polizia penitenziaria, pur essendo significativa, non è di 8 mila unità, bensì di circa 4 mila unità, tanto a rettifica del dato menzionato nell’interrogazione; forse si faceva riferimento ad una carenza del dato globale pre legge Madia. In secondo luogo, rispetto al ruolo di agenti e assistenti, a cui fa riferimento la procedura concorsuale oggetto dell’interrogazione in disamina, allo stato, si riscontra un esubero di 373 unità. In altre parole, le qualifiche a cui si riferiscono le criticità di scopertura differiscono da quella cui si riferisce il concorso richiamato nell’atto di sindacato ispettivo, per la quale, invece, si rileva un esubero che, come tale, non legittima l’adozione di iniziative di tipo legislativo necessarie per procedere ad assunzioni straordinarie mediante scorrimento della graduatoria.

Tanto premesso, però, il potenziamento degli organici della polizia penitenziaria rientra tra le priorità dell’agenda politica di questo Dicastero, nella piena consapevolezza della rilevanza che tale obiettivo riveste nella duplice direzione di garantire maggiore efficienza del circuito penitenziario e standard più elevati di sicurezza all’interno delle carceri, anche a tutela di coloro che vi lavorano quotidianamente.

Con la legge di bilancio per il 2019, quindi, al fine di incrementare l’efficienza degli istituti penitenziari, nonché per le indifferibili necessità di prevenzione e contrasto della diffusione dell’ideologia di matrice terroristica in ambito carcerario, è stata pianificata l’assunzione di 1.300 unità del Corpo di polizia penitenziaria nell’anno 2019 (la legge dice a decorrere da marzo; quindi a decorrere da marzo, mediante scorrimento delle graduatorie vigenti, tra cui in via prioritaria quella citata proprio dall’interrogante, che peraltro vede elevati i posti dagli originari 300 a 424) e di 577 unità nel periodo 2020-2023, con uno stanziamento di maggiori risorse per 71,5 milioni di euro per il triennio 2019-2021. Inoltre, oltre a questo investimento, che partirà da marzo, per le assunzioni in Polizia penitenziaria, quindi con lo scorrimento, è prevista l’immissione in ruolo di 977 allievi vice ispettori, al termine del relativo corso di formazione in itinere, presumibilmente previsto sempre per il mese di marzo.

Quindi, nella medesima direzione, oltre all’espletamento di quattro concorsi pubblici per allievo agente per complessivi 1.438 posti, con assunzione dei vincitori nei mesi di novembre e dicembre 2018, si iscrive la selezione con concorso interno di 977 unità di personale avviate al corso di formazione per la nomina alla qualifica di vice ispettore del Corpo, la cui conclusione è prevista nel mese di marzo 2019, ed il concorso straordinario per titoli a 2.851 posti di vice sovrintendente del Corpo di polizia penitenziaria.

In questo quadro, sfruttando la circostanza che l’amministrazione è autorizzata ad assumere agenti anche in soprannumero, purché nei limiti delle vacanze presenti negli altri ruoli e che, come evidenziato, l’attuale sovrannumero sarà riassorbito con la nomina dei 2.851 vice sovrintendenti e 976 vice ispettori, si provvederà alla rimodulazione organica del ruolo degli agenti assistenti, con decreto del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, per garantire la copertura di tutti i ruoli che attualmente presentano carenze, assicurando l’invarianza di spesa.

PRESIDENTE. Il deputato Marco Silvestroni ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interrogazione.

MARCO SILVESTRONI (FDI). Grazie, Presidente e grazie al sottosegretario Ferraresi per la risposta. Sottosegretario, dopo le ripetute interrogazioni che ho presentato proprio su questa gravissima situazione in cui versano gli agenti di polizia penitenziaria all’interno delle carceri, prendo atto che finalmente il Governo prende atto a sua volta che la sicurezza degli agenti viene prima della sicurezza dei detenuti.

Ma saremo chiaramente soddisfatti quando la polizia in senso generale, ma soprattutto la polizia penitenziaria sarà in grado di lavorare in sicurezza e sarà dotata di strumenti in grado di poter proteggere la propria sicurezza. Noi di Fratelli d’Italia saremo soddisfatti quando si effettuerà una vera decongestione delle strutture penitenziarie e i tanti detenuti extracomunitari potranno scontare la loro pena nel loro Paese, visto che, come sappiamo, in Italia un detenuto su tre è straniero.

Comunque, nel ringraziarla ancora, sottosegretario, credo che, quando non è un partito politico a deludere i cittadini, e non è questo chiaramente il caso, dobbiamo preoccuparci che non sia lo Stato a deludere i cittadini, perché in questo caso le istituzioni difficilmente potranno recuperare la loro credibilità.

Quindi, occorre farsi carico che, dietro a questo concorso pubblico, ci sono tanti ragazzi e ragazze, ci sono famiglie e tante aspettative. Loro, chiaramente, hanno fatto la loro parte, ora il Governo, come lei prima ha appena raccontato, farà la sua parte a partire dal 2019. Su queste procedure concorsuali del 2015, della polizia penitenziaria, ricordo sempre – e quindi le do atto di aver preso conoscenza e aver voluto, comunque, intervenire – che vi sono 300 ragazzi appesi chiaramente a una speranza e come istituzioni avete il dovere di non deluderli perché chiaramente hanno già passato tre anni dell’incertezza più totale.