Nola (Napoli): si costruirà davvero un carcere senza sbarre, con campi sportivi e teatro?

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Il nuovo penitenziario campano la cui realizzazione è prevista a Nola (Napoli) in località Boscofangone nell’idea di chi l’ha progettato, dovrebbe essere un istituto moderno, sul modello di quelli scandinavi, dove scontare la pena non significa uscire peggio di come si è entrati. Circolano da almeno due anni delle immagini su come dovrebbe essere: campi sportivi, celle senza sbarre e teatro. Ma sarà davvero così?

Qualche giorno fa è stata diffusa la notizia della costruzione di nuovi penitenziari in Italia allo scopo di decongestionare le strutture attuali, da sempre sovraffollate. E siccome fra le tante emergenze quella delle carceri riguarda anche la Campania con gli istituti di Poggioreale e Secondigliano (maschili) Pozzuoli (femminile) da sempre sovraffollati, Francesco Basentini, capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, in audizione alla Commissione Giustizia alla Camera, ha ricordato che in provincia di Napoli sorgerà una nuova prigione. Dove? A Nola, in località Boscofangone.

La notizia, ovviamente, non è di oggi: sono almeno 3 anni che si parla di quell’area e in effetti ci sono già state delle linee d’indirizzo su come sarebbe dovuta sorgere la nuova casa circondariale. Era stato l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando (Pd) a parlare di struttura di nuova concezione. Il modello di riferimento del progetto era quello del carcere norvegese di Halden ad Oslo. Dunque niente sbarre alle finestre, niente mura perimetrali, disponibilità di celle singole, campi sportivi e piscina, teatro, aule e laboratori per le attività ricreative e per apprendere un mestiere.

Molto verde e un sistema di videosorveglianza sofisticatissimo. Siccome alcune aziende specializzate sono state invitate a presentare i loro progetti, da anni ormai girano molti rendering, ovvero progetti al computer fatti da studi di architettura e ingegneria edile. Quello della Tecnicaer, una delle aziende che ha presentato una ipotesi progettuale (valore circa 100 milioni di euro) è tornato di attualità.

Tuttavia nel frattempo sono cambiate le cose: è cambiato il governo, è cambiata anche una certa percezione del Paese rispetto alle questioni relative alla sicurezza. E ora del carcere di Boscofangone si parla non perché potrebbe diventare una struttura all’avanguardia, un penitenziario-modello nel Paese punito dalla Corte di Strasburgo per le pietose condizioni delle sue carceri, ma perché oggi sembra scandalosa l’idea di strutture sportive, lavorative o sociali all’interno degli istituti di pena con obiettivo il recupero dei detenuti.

Tuttavia: è il caso di dire che le immagini circolate in queste ore siano effettivamente del carcere che sarà realizzato? La risposta è no. Si tratta di una ipotesi progettuale. Al momento (novembre 2018) occorre bonificare l’area da vecchi ordigni bellici. Quindi è tranquillamente il caso di dire che siamo all’anno zero.

È possibile anche intuire che un governo Lega-M5S non sarebbe favorevole ad una struttura penitenziaria indicata da molti come “un resort per delinquenti” o addirittura “carcere di lusso”. Gli agenti di polizia penitenziaria dal canto loro invece chiedono da tempo di realizzare prigioni che non siano invivibili per chi è ospitato e per chi vi opera.

Nel progetto di Nola, si legge nella nota dello studio di progettazione che ha concepito la proposta, “forte è la consapevolezza che il percorso di rieducazione e reinserimento nella società civile del detenuto, passi anche attraverso l’umanizzazione dell’ambiente e la flessibilità degli spazi, che devono essere riconfigurabili in funzione di possibili scenari di sviluppo futuri”. Dunque 1.200 detenuti dovrebbero avere 95mila metri quadrati di spazio e strutture all’avanguardia per scontare la loro pena senza un “supplemento di Golgota”.(fanpage.it)