Dl Semplificazioni: ripartono i progetti di edilizia penitenziaria

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Due anni di tempo, dal 1° gennaio 2019 e sino al 31 dicembre 2020, per elaborare “progetti e perizie per la ristrutturazione e la manutenzione, anche straordinaria, degli immobili in uso governativo all’amministrazione penitenziaria, nonché per la realizzazione di nuove strutture carcerarie, ivi compresi alloggi di servizio per la polizia penitenziaria, ovvero per l’aumento della capienza delle strutture esistenti”. È quanto prevede all’art. 7 il dl Semplificazioni, diventato legge ieri con il via libera definitivo della Camera dei Deputati.

L’opera di progettazione e perizia verrà effettuata dal personale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, con l’obiettivo di far fronte all’emergenza determinata dal progressivo sovraffollamento delle strutture carcerarie e consentire una più celere attuazione del piano di edilizia penitenziaria in corso. Stando a quanto stabilito dal provvedimento, il DAP potrà inoltre individuare “immobili, nella disponibilità dello Stato o di enti pubblici territoriali e non territoriali, dismessi e idonei alla riconversione, alla permuta, alla costituzione di diritti reali sugli immobili in favore di terzi al fine della loro valorizzazione per la realizzazione di strutture carcerarie”. E per lo svolgimento degli interventi da svolgere, il Dipartimento potrà avvalersi anche del personale dei competenti Uffici del Genio militare del Ministero della Difesa.

Nell’audizione di tre giorni fa in Commissione Giustizia a Montecitorio, il Capo del DAP Francesco Basentini aveva illustrato le linee sulle quali l’Amministrazione ha inteso muoversi in tema di edilizia penitenziaria. “Innanzi tutto, creare nuovi spazi detentivi, nuove strutture, nuovi reparti, nuove sezioni”, ha spiegato il responsabile del Dipartimento. “Abbiamo ripreso in mano il discorso tecnico finanziario dell’ex Piano-carceri, fermo da diversi anni per diverse vicissitudini e per il quale c’era stata una dotazione di capitali e risorse molto consistenti, assolutamente da riutilizzare. Si è quindi riaperto il tavolo con il Ministero per le Infrastrutture, che ha la competenza per la realizzazione di nuove carceri, e si è ripreso il discorso programmatico dell’ex Piano-carceri: perché lì vi era una serie di progetti che riguardavano alcuni complessi penitenziari che dovevano essere necessariamente rivisti, ristrutturati o comunque restaurati”.

L’accordo a cui si è giunti è stato trasformato nell’art. 7 del dl Semplificazioni e punta a superare i lunghi tempi che spesso richiedono le procedure per l’affidamento sia degli appalti per i progetti sia degli affidamenti delle opere. Una deroga di due anni, appunto, in favore del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria che concede al DAP di curare una parte della procedura, in particolare quella relativa alla progettazione tecnica. In questo modo, ha sottolineato Basentini, “opere di ristrutturazione e di restaurazione o nuovi investimenti in materia di edilizia penitenziaria possono essere progettati dal Dipartimento con i tecnici, ingegneri e progettisti, che sono in forza al DAP”.

Sul fronte degli investimenti per l’edilizia penitenziaria, è stata fatta inoltre una ricognizione sui beni di pertinenza o di proprietà di altre amministrazioni pubbliche che potevano essere prese in carico dal Dipartimento per farne nuove carceri e sono state individuate alcune ex caserme dell’Esercito, in alcuni casi particolarmente compatibili con le esigenze dell’Amministrazione. Sono tre, al momento, i siti di potenziale interesse, ha spiegato il Capo DAP. “Per uno, un’ex caserma di Bagnoli a Napoli, è stato già sottoscritto un protocollo con l’Esercito: si tratta di un fondo con una struttura immobiliare che potrà essere riconvertita in istituto. Un secondo sito altrettanto interessante è a Casal Monferrato e anche lì sarà probabile la conclusione di un protocollo con il Demanio militare per prendere in carico la struttura. Terza, ma non ultima in ordine di strategia”, ha concluso Basentini, “è una caserma di Bari: si tratta di in un sito piuttosto ampio dove sono presenti due grandi caserme, una delle quali potrebbe essere impiegata come palazzo di giustizia, l’altra come istituto penitenziario”.