Per il capo della polizia Gabrielli in Italia “ci sono troppe scorte”

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“Io sogno un Paese in cui i temi della sicurezza non siano temi da competizione elettorale”, ha detto il capo della polizia Franco Gabrielli ma “bisogna uscire fuori da certi automatismi per cui una data carica presuppone il fatto di avere una scorta”

Questo è un Paese cha ha troppe scorte, diciamocelo. Siccome le risorse non sono inesauribili, forse una riconsiderazione va fatta”. A parlare così è il capo della polizia Franco Gabrielli, intervenuto alla presentazione a Roma del libro “La mafia dei pascoli” di Giuseppe Antoci e Nucci Anselmo.

Secondo Gabrielli “bisogna uscire fuori da certi automatismi per cui una data carica presuppone il fatto di avere una scorta” e “su questo argomento, peraltro, il ministro Salvini ha una posizione laica, non ha dato percentuali”.

L’intervento di Gabrielli arriva proprio nei giorni delle polemiche sulla scorta revocata e poi riassegnata al giornalista Sandro Ruotolo, minacciato dai Casalesi, a fianco del quale si erano schierati anche Luigi Di Maio e Roberto Fico.  Ma, ha specificato Gabrielli, “io sogno un Paese in cui i temi della sicurezza non siano temi da competizione elettorale”. “Innanzitutto – ha aggiunto – le scorte non sono assegnate o revocate per un giudizio divino, ma per le valutazioni di persone che si assumono la responsabilità di decidere, cosa rara in questo Paese. Dunque ci vuole rispetto per quelle persone”.

Per il capo della polizia, è necessario comunque che l’assegnazione dei servizi di tutela venga effettuata su una valutazione che prenda in considerazione non i “rischi possibili”, ma i “rischi probabili” a cui la persona da proteggere è esposta.

“Troppe scorte”, il commento di Salvini

“Ho sulla scrivania una revisione della modalità di gestione delle scorte perché sono più di 2mila gli uomini in divisa al giorno che proteggono Tizio o Caio. Il ministro ovviamente non fa scelte politiche, per cui io non dirò toglietela a Tizio o a Caio, però ci sono alcuni provvedimenti di scorta che sono vecchi di 10-15 anni che non hanno più alcun senso e sicuramente recupereremo poliziotti e carabinieri. Entro la settimana prossima firmerò questo provvedimento“. Ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a Radio Anch’io, intervenendo sul tema dopo le dichiarazioni di Gabrielli.

“Questo è un Paese cha ha troppe scorte, diciamocelo. E siccome le risorse non sono inesauribili, forse una riconsiderazione va fatta. Su questo argomento, peraltro, il ministro Salvini ha una posizione laica, non ha dato percentuali”.

Quante sono le scorte in Italia

Gli ultimi dati sulle scorte del Viminale parlano di 585 scorte in vigore: quasi la metà sono per magistrati, seguitono poi leader politici nazionali e locali, dirigenti d’impresa, giornalisti ed esponenti governativi. Quindici di queste sono per personalità nei confronti delle quali c’è la massima allerta e per la loro protezione sono impiegati 171 agenti. Ci sono poi altre 57 personalità che hanno invece la protezione di “secondo livello”, vale a dire una scorta su auto specializzata (383 agenti in tutto) composta da più mezzi. Per altri 276 cittadini la tutela su auto specializzata è di terzo livello (823 agenti impiegati) e 237 hanno una tutela su auto non protetta, vale a dire una scorta di quarto livello che coinvolge 695 operatori.

Le scorte vedono impegnati ogni giorno più di 2mila unità tra poliziotti (910), carabinieri (776), finanzieri (290) e polizia penitenziaria (96). Di razionalizzazione del servizio si era già parlato lo scorso 8 novembre nel corso del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con il ministero dell’Interno Matteo Salvini impegnato nel chiedere una verifica dei rispositivi di protezione.

“Non mi permetterò di guardare nomi e cognomi delle scorte, ho solo chiesto ai tecnici di ragionare sull’ipotesi di rivedere alcune di queste 600 tutele. Siamo il Paese europeo più scortato, che spende più soldi, investe più uomini. Sono il primo, se pure evidentemente ‘a rischio’ a dare un segnale di apertura”, aveva detto Salvini.“(Today)