Entro la fine dell’anno 1.300 assunzioni straordinarie nella Polizia penitenziaria, il Capo del Dap…

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Basentini alla Camera: organici, lavori di pubblica utilità e sovraffollamento

La presenza dei detenuti nelle carceri italiane “è andata crescendo” negli ultimi mesi: nei 190 istituti penitenziari sono recluse 60.125 persone. Lo ha detto il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Francesco Basentini, sentito in audizione dalla Commissione Giustizia della Camera.

Il capo del Dap, però, ha evidenziato come non siamo di fronte a una situazione in cui “gridare al massimo allarme”: la capienza regolamentare delle carceri – pari a 50.546 posti – “non è stata calcolata sulla base dell’indice di 3 metri quadrati fissato dalla sentenza Torreggiani, ma considerando 9 metri quadrati per ogni detenuto come ‘superficie ideale’. Quindi siamo in grado di ospitare
non solo 60mila detenuti, ma anche molti di più”, senza incorrere in sanzioni da parte dell’Europa. “Se fossimo in costante violazione dovremmo pagare decine di milioni di sanzioni – ha aggiunto Basentini – e questo non avviene perché si calcola la capacità regolamentare, che ci permette di ospitare ancora detenuti”.

In un altro passaggio della relazione e, successivamente, in risposta alle domande poste dai deputati della Commissione Giustizia, Basentini ha poi toccato altri argomenti. Sul tema delle assunzioni per ampliare l’organico della Polizia Penitenziaria, il capo del Dap ha dichiarato: “Ci saranno entro la fine dell’anno 1.300 assunzioni straordinarie. In passato la pianta organica è stata ridotta ed è scesa da 44mila unità a 40mila. Attualmente gli uomini della penitenziaria in servizio sono 36mila”.

Altro fronte importante per il Dap, è quello del “trattamento” dei detenuti: “Molti vivono con le celle aperte ma il loro tempo libero non viene impiegato a fare qualcosa – ha detto Basentini – si sta quindi lavorando per creare occasioni di lavoro per i detenuti”. A tal proposito, si punta in particolare sui “lavori di pubblica utilità”, quali quelli previsti dai protocolli chiamati ‘Mi riscatto per… ‘, siglati dal Dap con città come Roma, Torino, Milano, Napoli e Palermo. “E’ possibile estendere tali iniziative a tutti i Comuni interessati – ha spiegato Basentini – e speriamo in un’esplosione di richieste”. Tale modello, ha concluso il capo del Dap, è stato apprezzato dalle “Nazioni unite che ci ha chiesto di esportarlo a Città del Messico”.

Sempre a proposito di attività lavorative per la popolazione detenuta, Basentini ha anche detto che, per agevolare la formazione dei detenuti, il Dap ha fatto accordi con imprenditori come Zegna e Cucinelli. “Presto 60 detenuti andranno a lavorare nella sede di Zegna per realizzare le divise della polizia penitenziaria e 50 da Cucinelli per la realizzazione di maglioni per gli agenti”.  Basentini ha poi invitato “tutti gli operatori economici a fare protocolli” con il Dipartimento per creare sempre più occasioni di lavoro per i detenuti.(gnews)