Ridimensionamento del servizio navale del Corpo di Polizia penitenziaria ….

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Nella seduta n. 117 Mercoledì 30 presentata Interrogazioni a risposta scritta  sul  ridimensionamento del servizio navale del Corpo di Polizia penitenziaria

VARCHI. — Al Ministro della giustizia, al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che: nell’ambito degli interventi di razionalizzazione delle forze dell’ordine, il Corpo della polizia penitenziaria ha subito, sin dalla cosiddetta legge Madia (decreto legislativo n. 177 del 2016) un significativo ridimensionamento, a partire dagli interventi sul servizio navale del Corpo medesimo e, in particolare, si rileva l’eliminazione di alcune basi navali della polizia penitenziaria e, in particolare, quella di Favignana – isola minore dell’arcipelago delle Egadi – in cui è presente una casa di reclusione di nuova costruzione; l’isola di Favignana dista dalla terraferma circa 10 miglia marine e dalle ore 20,00 alle ore 07,30 non è servita da alcun collegamento per tramite mezzo di linea (traghetto aliscafo); nel carcere di Favignana, in epoca non molto lontana e, precisamente, il 28 ottobre 2017 si è verificato un evento critico ovvero l’evasione di tre pericolosi detenuti che sono stati assicurati nuovamente alla giustizia proprio grazie alla professionalità del personale operante nella base navale del Corpo della polizia penitenziaria; nella medesima occasione si rivelava essenziale l’attività svolta dalla motovedetta V3 – attualmente dislocata al porto di Trapani su disposizione del provveditore regionale – che, nonostante le avverse condizioni del mare, tempestivamente giungeva sull’isola per avviare la ricerca dei detenuti evasi; il servizio navale con i propri mezzi ha svolto nell’ultimo triennio un consistente numero di traduzioni e, segnatamente, per l’anno 2016, 135 traduzioni per un totale di 289 detenuti tradotti; per l’anno 2017, 151 traduzioni per un totale di detenuti tradotti 287; per l’anno 2018, 150 traduzioni per un totale di 256 detenuti tradotti; le traduzioni sono tradizionalmente appannaggio del Corpo di polizia penitenziaria il quale, con le proprie specificità svolge un lavoro non sovrapponibile né paragonabile a quello di altri Corpi e, nel caso di specie della base navale sull’isola di Favignana, ha fornito il proprio contributo anche in attività di ricerca, soccorso, salvataggio e collaborazione nel controllo dell’area marina protetta; il personale della base navale di Favignana appartenente alla polizia penitenziaria è un importante presidio anche sotto il profilo della sicurezza per gli abitanti del luogo, rappresentando una presenza autentica dello Stato in un’isola minore che già soffre le naturali condizioni geografiche di isolamento, aggravate dalla mancanza, in orario notturno, di mezzi che garantiscano la possibilità di trasferimenti ed, infatti, i cittadini di Favignana hanno spontaneamente sottoscritto in centinaia una petizione per sostenere la richiesta di permanenza della base navale –: se il Governo sia a conoscenza dei costi aggiuntivi che deriverebbero per lo Stato procedendo all’utilizzo di risorse della Guardia di finanza in luogo di quelle attualmente in uso della polizia penitenziaria, se abbia delegato il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria a svolgere un’analisi costi-benefici che preveda il coinvolgimento delle forze sindacali e dei rappresentanti del territorio e se intenda adottare iniziative per procedere alla sospensione, alla revoca e/o al superamento del provvedimento che ha disposto la chiusura della base navale della polizia penitenziaria per effetto del decreto legislativo n. 177 del 2016. (4-02126)