Piano  straordinario di assunzioni, finanziato il reclutamento di 1300 agenti di Polizia penitenziaria

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Inaugurazione dell’anno giudiziario “Al centro istanze e diritti cittadini”

Il sistema giustizia “deve restituire centralità alle istanze e ai diritti dei cittadini, nei confronti dei quali deve recuperare credibilità”.

Con queste parole il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha aperto il suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione.  “Oggi ci troviamo a inaugurare un anno giudiziario che deve necessariamente rappresentare una svolta per la giustizia italiana. Le statistiche ci dicono che milioni di italiani rinunciano a far valere i propri diritti perché sfiduciati, nonostante magistratura e avvocatura siano eccellenze a livello internazionale. È giunto il momento che la politica si faccia carico di realizzare, nell’interesse dei cittadini, un assetto normativo che non miri semplicemente alla riduzione quantitativa del contenzioso ma al miglioramento qualitativo del servizio giustizia”.

Per il Guardasigilli “la giustizia, finalmente, rappresenta una priorità di questo Paese: si consideri che il bilancio di previsione per il 2019 nell’area giustizia prevede un aumento rispetto all’anno precedente di oltre 324 milioni . Sul versante degli organici, nella legge di Bilancio è stato predisposto un piano  straordinario di assunzioni che prevede dal 2019 il reclutamento di 3.000 unità di personale amministrativo giudiziario, 360 magistrati vincitori di concorso nonché di ulteriori 600 nuovi magistrati che andranno a incrementare la pianta organica, 35 dirigenti per gli istituti penitenziari e la creazione di 7 dirigenze speciali per gli istituti penali per minorenni. Ed ancora, l’assunzione di 260 unità civili per il DAP, oltre a 1300 agenti di polizia penitenziaria”.

Sul tema delle riforme dei processi, Bonafede si è così espresso: “A febbraio le riforme della procedura penale e della procedura civile saranno oggetto di un unico disegno di legge delega. Tali riforme – ha aggiunto – tenderanno, da un lato, alla costruzione di un procedimento penale improntato a canoni di sicurezza, efficienza e snellimento per garantire la piena attuazione dell’articolo 111 della Costituzione; dall’altro lato, a un processo civile che miri all’efficienza della Giustizia, quale fattore decisivo per la piena tutela dei diritti dei cittadini e per la ripresa economica del Paese”.

Un passaggio centrale del discorso ha riguardato l’impegno per contrastare la corruzione: “Questa vera piaga sociale drena risorse alle componenti sane del tessuto economico e produttivo, riduce gli spazi di libera concorrenza per le imprese virtuose, compromette il fisiologico funzionamento della pubblica amministrazione e soprattutto rappresenta una fonte di sostentamento, nonché uno strumento di infiltrazione, per la criminalità organizzata anche di carattere mafioso. L’approvazione della legge anticorruzione in questi primi mesi di lavoro rappresenta, quindi, un risultato fondamentale anche perché segna un mutamento culturale per recuperare l’educazione alla legalità come patrimonio di tutti “.

Altrettanto rilevante, ha spiegato il ministro Bonafede, è stata la rivisitazione dell’istituto della prescrizione: “Il gran numero di processi falcidiati dalla prescrizione rivelava un dispendio di energie e risorse accompagnato dalla sensazione amara di uno Stato che di fatto abdicava al proprio dovere di dare una risposta di giustizia.”

Bonafede ha ricordato l’impegno per migliorare le condizioni di vita nelle carceri: “Abbiamo incrementato le risorse umane con l’assunzione, già entro il 2019, di 1300 agenti di polizia penitenziaria e aumentato i fondi per l’edilizia penitenziaria. Sono state, inoltre, previste, nel decreto-semplificazione, norme per rendere più agevoli gli interventi di manutenzione”.

Il Guardasigilli ha, poi, rivendicato l’intervento per il contrasto della violenza di genere con il “Codice rosso”: “il coraggio di denunciare non deve rimanere più orfano dello Stato e di un suo tempestivo intervento a tutela delle donne”.

Altro fronte su cui investire con forza –  ha spiegato il Guardasigilli –  è il miglioramento e la messa in sicurezza delle strutture che ospitano i tribunali, alcuni dei quali versano in situazioni drammatiche. Bonafede ha anche voluto dedicare un pensiero ad Antonio Montinaro, il giovane avvocato precipitato dal quarto piano del tribunale di Milano e ora ricoverato al Policlinico del capoluogo lombardo.

Per rispondere alle legittime istanze dei cittadini un altro significativo risultato è stato l’avvio del progetto degli uffici di prossimità: “Uno strumento per garantire risposte di giustizia a beneficio soprattutto delle fasce deboli della popolazione”.

“”La riforma del diritto fallimentare rappresenta un cambiamento di prospettiva fondamentale che sarà in grado di recuperare la fiducia del ceto creditorio e di garantire una chance di reinserimento dell’imprenditore in difficoltà che, da ora in poi, non sarà più etichettato con il termine ‘fallito’””. Così il Guardasigilli ha, invece, spiegato il senso dell’intervento in materia di crisi d’impresa e insolvenza.

In conclusione del suo intervento, il ministro Bonafede si è soffermato sui risultati ottenuti in sede internazionale, tra cui spiccano gli accordi bilaterali con Stati esteri (Albania, Romania e Marocco in particolare) per far scontare la pena nei Paesi di origine ai detenuti stranieri attualmente in Italia, l’impegno per assicurare alla giustizia italiana terroristi latitanti (a partire dall’arresto di Battisti) e lo sforzo, in ambito Onu, per dare una più efficace applicazione alla Convenzione di Palermo, fortemente voluta da Falcone, per il contrasto internazionale alla criminalità organizzata.(giustizia.it)