Interrogazione in Senato su disordini nel carcere di…….

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BALBONI – Al Ministro della giustizia. – Premesso che:
domenica 16 dicembre 2018, alcuni detenuti di origini maghrebina hanno messo in atto una rivolta all’interno del carcere di Ferrara, nel corso della quale sono stati dati alle fiamme suppellettili e materassi e fatte esplodere alcune bombole di gas utilizzate nelle celle per scaldare le vivande; soltanto grazie al pronto e coraggioso intervento degli agenti del Corpo di Polizia penitenziaria la situazione è stata riportata sotto controllo, nonostante gravi danni a persone e cose; purtroppo ben 18 agenti hanno subito ferite, più o meno gravi (come la lesione di un timpano), rimanendo infortunati;
la loro assenza per malattia ha messo in gravi difficoltà l’operatività degli agenti rimasti in servizio, già compromessa da tempo a causa dei vuoti di organico; a causa di questa situazione tutti i permessi già programmati per le ferie delle festività natalizie sono stati annullati, con grave ulteriore disagio per il personale di custodia e per le famiglie;
quanto successo a Ferrara non è che uno dei tanti episodi che quasi quotidianamente si verificano nelle carceri italiane, troppo spesso ad opera di detenuti stranieri, che rappresentano ormai un terzo dell’intera popolazione carceraria (quasi 20.000 su circa 58.000), si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia al corrente dei fatti accaduti nel carcere di Ferrara e quali iniziative urgenti intenda adottare per garantire la sicurezza del personale di Polizia penitenziaria che opera in situazioni sempre più precarie e pericolose nelle carceri italiane, per dare agli agenti più mezzi, dotandoli di taser e di altri mezzi di contenzione atti a tenere sotto controllo i detenuti più pericolosi, e per reintegrare i vuoti di organico ormai giunti a limiti insostenibili;  se non intenda attuare, più in generale, una profonda e urgente riflessione sull’intero sistema penitenziario italiano;
quali iniziative, anche di carattere normativo, intenda adottare per dare seguito all’annuncio fatto dal Governo fin dal suo insediamento, relativo all’impegno di trasferire nei Paesi di origine, a prescindere dal loro consenso, i detenuti stranieri, affinché scontino la pena nelle carceri patrie.
(4-01068)